notiziario del 05/10/2014

gilioli marasi                                                 

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DECRETO “RENZI”

 
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24.04.2014, n. 95 il D.L. 24.04.2014, n. 66(cosiddetto “decreto Renzi”), recante “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale”, in vigore dal 24.04.2014.Si sintetizzano le principali disposizioni contenute nel provvedimento.
 
Credito d’imposta per lavoratori dipendenti e assimilati
E’ riconosciuto un credito, per l’anno 2014, ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati, la cui imposta lorda, determinata su detti redditi, sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti. L’importo del credito è di 640 euro per i possessori di reddito complessivo non superiore a 24.000 euro; in caso di superamento del predetto limite di 24.000 euro, il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 26.000 euro. Il credito è riconosciuto automaticamente da parte dei sostituti d’imposta, senza attendere la richiesta da parte dei beneficiari. I sostituti d’imposta riconosceranno il credito a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio. Solo nella particolare ipotesi in cui ciò non sia possibile per ragioni tecniche, i sostituti riconosceranno il credito a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di giugno, ferma restando la ripartizione dell’intero importo del credito spettante tra le retribuzioni dell’anno 2014. Il credito è attribuito sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo stesso. I contribuenti che non hanno i presupposti per il riconoscimento del beneficio, ad esempio perché titolari di un reddito complessivo superiore a € 26.000 derivante da redditi diversi da quelli erogati dal sostituto d’imposta, sono tenuti a darne comunicazione al sostituto, che potrà recuperare il credito eventualmente erogato dagli emolumenti corrisposti nei periodi di paga successivi.
 
Riduzione aliquote Irap a decorrere dal periodo d’imposta 2014:
 
soggetti Nuova aliquota
la generalità dei soggetti 3,50% (anziché 3,90%)
società ed enti concessionari 3,80% (anziché 4,20%)
banche e società finanziarie 4,20% (anziché  4,65%)
 
Le regioni hanno facoltà di variare l'aliquota fino a un massimo di 0,92 (anziché 1) punti percentuali.
 
Aumento tassazione rendite finanziarie
La tassazione (ritenute o imposte sostitutive) passa dal 20 al 26% e si applica ai dividendi ed ai proventi percepiti, nonché agli interessi ed altri proventi maturati a decorrere dal 1° luglio 2014.
 
oggetto dettaglio
interessi, premi e ogni altro provento di cui all’art. 44 TUIR (redditi di capitale) interessi da mutui, depositi, conti correnti o prestiti obbligazionari, titoli similari e cambiali finanziarie,  dividendi da partecipazioni non qualificate
redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a c-quinquies del TUIR. plusvalenze derivanti alla persona fisica da cessioni di azioni e di ogni altra partecipazione concernenti i redditi in forma associata
 
La disposizione non si applica a: interessi ed i redditi diversi derivanti dai titoli di Stato e degli enti territoriali italiani, nonché quelli derivanti da titoli emessi dagli Stati inclusi nella c.d."white list").
 
Le minusvalenze, le perdite o i differenziali negativi possono essere dedotti dalle relative plusvalenze / redditi diversi realizzati successivamente al 30.6.2014, per una quota pari al 48,08% del loro ammontare se realizzati fino al 31.12.2011; 76,92% del loro ammontare se realizzati dall’1.1.2012 al 30.6.2014. A decorrere dall’1.7.2014 per la determinazione delle predette plus / minusvalenze, al sussistere di specifiche condizioni, può essere assunto il valore dei titoli, quote, diritti, valute estere, strumenti finanziari, rapporti e crediti al 30.6.2014 in luogo del costo o valore di acquisto ovvero del valore a condizione che il contribuente opti per tale determinazione e provveda al versamento dell'imposta sostitutiva eventualmente dovuta nella misura del 20% entro il 16.11.2014.
 
Versamento imposta sostitutiva rivalutazione beni d’impresa: non più possibile la rateizzazione
Le imposte sostitutive derivanti dalla rivalutazione dei beni d’impresa ex L. 147/2013 e per   affrancamento della relativa riserva devono essere versate, in unica soluzione, entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta 2013.
 
Contrasto all’evasione fiscale
Per attuare gli obiettivi di contrasto all'evasione fiscale, il Governo, entro il 23.6.2014, presenterà alle Camere un rapporto sulla realizzazione delle strategie adottate, sui risultati conseguiti nel 2013 e nell'anno in corso, nonché su quelli attesi, con riferimento sia al recupero di gettito derivante da accertamento di evasione. Il Governo definirà un programma di ulteriori misure di contrasto all'evasione fiscale allo scopo di conseguire nell'anno 2015 un incremento di entrate dalla lotta all'evasione fiscale rispetto a quelle ottenute nell'anno 2013.
 
Produzione e cessione di energia da fonti rinnovabili
La produzione e cessione di energia elettrica da fonti rinnovabili agro-forestali non sarà più inquadrata nel reddito agrario, ma il reddito dovrà essere determinato applicando il coefficiente di redditività del 25% all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione agli effetti Iva.
 
Esenzione Imu terreni agricoli montani
Saranno individuati i comuni nei quali, a decorrere dall'anno di imposta 2014, si applica l'esenzione Imu, sulla base dell'altitudine riportata nell'elenco dei comuni predisposto dall'Istat, diversificando eventualmente tra terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali.
 
Fattura elettronica nei confronti della P.A.
Ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza, a partire dal 6 giugno 2014, non potranno più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea. La stessa disposizione si applicherà, dal 31 marzo 2015, ai restanti enti nazionali e alle amministrazioni locali. Inoltre, a partire dai tre mesi successivi a queste date, le PA non potranno procedere al pagamento, fino all’invio del documento in forma elettronica. L’obbligo di fatturazione in forma elettronica nei confronti delle Amministrazioni dello Stato è stato introdotto dalla Finanziaria 2008. La legge ha stabilito che la trasmissione delle fatture elettroniche destinate alle Amministrazioni dello Stato deve essere effettuata attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), sistema informatico di supporto al processo di “ricezione e successivo inoltro delle fatture elettroniche alle amministrazioni destinatarie” nonché alla “gestione dei dati in forma aggregata e dei flussi informativi anche ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica”. Gestore del Sistema d’Interscambio è l’Agenzia delle Entrate. Tutta la documentazione tecnica sulla fattura elettronica, le modalità di trasmissione e i servizi di supporto e assistenza, sono disponibili su www.fatturapa.gov.it .
 
Gli utenti coinvolti nel processo di fatturazione elettronica sono:
  • i fornitori di beni e servizi verso le PA;
  • le Pubbliche Amministrazioni;
  • gli intermediari (banche, Poste, altri intermediari finanziari, commercialisti), vale a dire soggetti terzi ai quali gli operatori economici possono rivolgersi per la compilazione/trasmissione della fattura elettronica e per l’archiviazione sostitutiva prevista dalla legge. Possono servirsi degli intermediari anche le PA per la ricezione del flusso elettronico dei dati e per l’archiviazione sostitutiva.
 
Le fatture elettroniche emesse nei confronti della pubblica amministrazione, dovranno riportare:
- il Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di esclusione dall'obbligo di tracciabilità;
- il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell'art. 11 L. 3/2003.
Le pubbliche Amministrazioni non possono procedere al pagamento delle fatture elettroniche che non riportano i codici Cig e Cup.
 
Compensazione crediti P.A. con istituti deflattivi e somme a ruolo
Tutti i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali nei confronti delle amministrazioni pubbliche, anche se maturati successivamente al 31.12.2012, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di accertamento con adesione, di definizione e di acquiescenza, di definizione agevolata delle sanzioni, di conciliazione giudiziale, di mediazione. È differito dal 31.12.2012 al 30.09.2013 il termine entro il quale devono essere stati notificati i ruoli al fine di poter compensare le relative somme con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali nei confronti delle amministrazioni pubbliche.
 
Novità in tema di pagamenti tramite il modello F24 per i privati
A partire dal prossimo mese di ottobre i versamenti di importi superiori a mille euro non potranno  essere effettuati attraverso il modello cartaceo. Non sarà quindi possibile presentare l`F24 a zero presso una banca, le poste o un intermediario abilitato e il contribuente potrà presentare il modello esclusivamente registrandosi direttamente presso l`Agenzia delle Entrate:
 
casistica modelli F24: Servizio telematico da utilizzare per il versamento
 
se, per effetto delle compensazioni effettuate, il saldo finale è di importo zero dell'Agenzia Entrate
se sono effettuate delle compensazioni e il saldo finale sia di importo positivo dell'Agenzia Entrate ed intermediari della riscossione convenzionati (banche, Poste o agenti della riscossione)
Se, anche in assenza di compensazioni,  il saldo è superiore a € 1.000 dell'Agenzia Entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati
se senza compensazione e di importo fino a 1.000 euro potranno ancora essere effettuati, dai soggetti senza partita IVA, presentando la delega cartacea in banca o in posta.
 
L'utilizzatore dei servizi telematici messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l'Agenzia
delle Entrate (professionista, società di servizi, Caf) può inviare la delega di versamento (mod. F24) anche di un soggetto
terzo (cliente), mediante addebito su propri strumenti di pagamento (proprio conto corrente), previo rilascio all'intermediario di  autorizzazione, anche cumulativa, da parte dell'intestatario effettivo della delega. In sostanza, il cliente, per consentire l’addebito del proprio modello F24 sul conto corrente del professionista, dovrà predisporre un’autorizzazione alla banca.
 
 
Codici tributo
Sono stati istituiti i codici tributo per il versamento, mediante modello F24, della Tasi e della Tari.
 
Lo Studio rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti.

 
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