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Maggio, in cerca di "normalità"

Ed eccoci qui, in piena fase 2. Che però non è proprio come la immaginavamo.

Come la immaginavamo? Ognuno a modo suo, ma probabilmente in molti abbiamo pensato a un qualche grande cambiamento, come non immaginarlo dopo le enormità che abbiamo visto e ancora vediamo succedere?

Capita a tanti, invece, di sentirsi disorientati. Ancora più disorientati che nel pieno del lockdown. Ma che succede?

Disorientati

Succede, forse, che pian piano proviamo a capire come riprendere una "vita normale" che però - tra file, mascherine, regolamenti ambigui e incertezze - di normale non ha un granchè. Succede che ci tornano in mente attività, spostamenti e tanto altro, esplicitamente impossibile in questi mesi e ora lasciato al nostro buonsenso, e ci troviamo a chiederci se è il caso di farlo o se ormai, tanto vale, per sicurezza, sai com'è, aspetto un altro po'.

Succede anche che alcune cose riprendono e riaprono mentre altre no, e i livelli delle routine riprendono ad intersecarsi, in incroci nuovi e da riorganizzare in cui, magari, porter mantenere gli impegni, gli equilibri e anche qualcuna delle abitudini che abbiamo preso durante questi mesi.

Succede, forse, che sentiamo una spinta - da fuori, da dentro - una voce che ci dice che "dovremmo" fare o ricominciare a fare, anche se non ne siamo del tutto convinti. "Dobbiamo ricominciare a...", "riabituarci a..". 
Ma è come se ci mancassero le energie.

Questa ripresa ha molto a che fare con il come viviamo il qui e ora, è questo è del tutto personale. Ognuno di noi sente e si comporta di conseguenza e ovviamente ognuno lo fa con una sfumatura totalmente personale. Per questo forse non ha senso parlare in termini di "è il momento di..." quanto piuttosto di "mi sento di..." oppure no.

A metà

Questi mesi trascorsi sui balconi e alle finestre ci hanno tenuto fisicamente metà dentro e metà fuori: il corpo dentro e il cuore fuori, nei luoghi degli affetti e dei desideri, dove siamo stati bene, dove sappiamo che possiamo stare bene.

Presenti nella mente, connessi con il cuore ma irraggiungibili dal corpo.

Presenti al ricordo del passato o al desiderio del futuro ma non in un presente informe e un po' appannato.
Se pensiamo alle fasi della transizione, non sembra anche a te che abbiamo vissuto un gigantesco, fisico, in between? È come se fossimo stati per mesi in una singola e globalmente condivisa neutral zone, la fase intermedia in cui il passato, come lo conosciamo, non esiste più ma il futuro ancora non si vede.

Ora, quando possiamo uscire di nuovo, riprendere piano piano la quotidianità, probabilmente ci aspettavamo di trovarci nel new beginning, il nuovo inizio, questo "nuovo" che abbiamo aspettato e immaginato guardando fuori dalle finestre.

E invece di chiaro, definito e nuovo c'è ben poco, e scopriamo di trovarci ancora in piena neutral zone, impantanati.

Oggetti per pensare

Mentre ci trovavamo fisicamente bloccati in questo in between, in molti ci siamo dedicati ad attività per noi nuove, scoperte o riscoperte, spesso molto diverse da quelle che avevano riempito le nostre quotidianità fino al 4 marzo. A cui non avevamo mai pensato o a cui non avevamo mai dato il tempo e la priorità e che ci hanno fatto stare bene perché hanno dato confini definiti a tempi e spazi che tendevano a scivolare informi, perché ci hanno dato degli obiettivi da raggiungere.

Ci hanno fatto stare bene perché ha messo in atto processi e percorsi mentali diversi da quelli che usiamo abitualmente, nel lavoro per esempio. Ha dato spazio parti di noi a cui non avevamo consentito di sperimentare e sperimentarsi.

Pensare come meditare

Dedicarsi ad attività manuali e in qualche modo meccaniche o ripetitive (impastare, tagliare, dipingere, mettere la terra in un vaso) richiede un tipo di cura che permette di abbassare il livello di stress e lasciare il pensiero "libero" di vagare.

Questo ci ha fatto stare meglio perché, nel mondo frammentato che stiamo vivendo abbiamo la necessità di recuperare la connessione. Per vivere bene e stare bene - con noi stessi e insieme agli altri - abbiamo bisogno di imparare a vivere con mente cuore e mani.

Dedicarci ad attività manuali quindi ci ha permesso - in un momento di grande smarrimento - di riconnetterci con la materia, di cui noi stessi siamo fatti, di riconnetterci con l'origine, con quello che siamo profondamente.

Abbiamo sentito il pensiero liberarsi perché non abbiamo pensato in senso strategico, immediato e orientato, ma in modo più simile alla meditazione: mentre compivamo quelle attività, eravamo diventati quello che stavamo facendo, non più separati - noi stessi dentro e fuori e con tutto il resto.

In senso proprio filosofico, dedicarci a queste attività, in particolare in un periodo disorientante come quello che abbiamo vissuto, ci ha aiutato a tenerci connessi, ricordarci che siamo fatti di mente cuore e mani.

Cambiamento e transizione

Quello che possiamo fare, ora, è provare a portare con noi qualcuna delle esperienze che ci hanno sostenuto durante questi mesi, mentre tracciamo individualmente e collettivamente questa nuova normalità, che ha bisogno ancora di tempo per manifestarsi.

Il new beginning ancora non c'è e probabilmente non ci sarà per un bel po'.

Per avere un'idea un po' più chiara di dove ci troviamo e sentirci un po' meno disorientati, proviamo a soffermarci un attimo su una importante differenza tra cambiamento e transizione: mentre il cambiamento può essere un processo collettivo e condiviso, la transizione è un processo individuale, che ognuno vive nel suo modo, nel suo tempo, con le sue successioni. Spesso inconsapevolmente o addirittura suo malgrado.

Perché il nuovo arrivi, però, dovremo affrontare questo passaggio. Dovremo accettare che nessuna nuova normalità può accendersi con un interruttore o una magia e che ognuno deve fare la sua parte nei piccoli e grandi passi. Dovremo accettare che il nuovo non può arrivare se prima non lasciamo andare quello che c'era.

Qualche tempo fa abbiamo dedicato un approfondimento particolare al tema della transizione e del cambiamento e ci sembra utile riprenderlo. Puoi trovare i video sulla nostra pagina Facebook, oppure clicca qui per il primo e qui per il secondo. E poi commenta, se vuoi, rispondendo a questa email.
 #sdgspertutti di maggio è dedicato all'obiettivo2, perché sebbene sconfiggere la povertà e la fame siano obiettivi percepiti al di fuori dalla capacità d’intervento personale, nessun passo è troppo piccolo da non valere la pena di compierlo, oggi più che mai.

Postilla

Quest’anno il giardino di Bottega Filosofica e Spazi dell’anima, che da tante estati ospita i nostri eventi, sarà ancora più prezioso. Sarà uno spazio accogliente e sicuro nel quale torneremo ad incontrarci per il piacere di confrontarci sempre con curiosità, spirito critico e desiderio di costruire insieme un ‘pensiero nuovo’. Siamo pronte a partire, già da giugno, con una nuova edizione di “Filosofia in giardino” - i dialoghi tematici che, insieme a un aperitivo, accompagnano la nostra estate dal 2011 - e con una speciale edizione estiva del nostro “Cinephilo” per confrontarci, anche attraverso un film, sui temi che ci sembrano ‘caldi’. Perché per noi «Philosophy’s cool»!

Tutte le attività saranno gratuite per i soci di Spazi dell’anima. Attendiamo solo le nuove disposizioni del governo per organizzare le nostre attività nella maniera più sicura per tutti. Nel frattempo, puoi iscriverti o rinnovare la tua iscrizione: scarica, compila e restituiscici il modulo di iscrizione e versa la tua quota associativa 2020. Siamo davvero felici di poter ricominciare a ‘costruire comunità’ insieme.
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