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Giugno, sentire e comprendere

Comincia l'estate. Dopo questo particolare inverno, in cui la naturale spinta alla introspezione è stata contemporanea ad una necessaria ma straniante distanza, possiamo finalmente entrare in quello stare bene che caratterizza l'apertura della stagione e per la quale abbiamo seminato e lavorato nel corso delle stagioni precedenti. E' il momento di esserne felici e fiorire.

Cosa sia questo fiorire dipende da ognuno di noi, dalle nostre attitudini, i nostri desideri e le nostre scelte. Ci accomuna, però, probabilmente la sensazione di vitalità che sentiamo pervaderci e la resilienza che ci ha portato a farlo.

L'estate ne accentua la pienezza, la forza. Il suo dono è la possibilità di vivere questa fioritura completamente, nel presente.

È sentire, pienamente, attraverso tutti i sensi e tutti i modi.

Qui e ora

Sentire pienamente il momento in cui ci troviamo, nel qui e ora. Assaporarne ogni sfumatura tralasciando gli elementi dissonanti sul fondo. Come quando da bambini eravamo talmente concentrati in un'attività da perdere il senso del tempo.

Cosa ti faceva perdere il senso del tempo? Probabilmente si trattava di attività che hanno molto a che fare con le parti più autentiche di te. L'estate è anche un buon momento per dare spazio alle passioni che abbiamo messo pazientemente (noi, e loro) in una ideale lista d'attesa, aspettando il momento giusto per riportarle alla luce. Forse, ne abbiamo già ripresa qualcuna durante il lockdown, e ora possiamo dedicarci ad essa con maggiore leggerezza e libertà. Forse, non abbiamo avuto il modo o la voglia, e la stagione che sta per cominciare potrebbe essere il momento giusto per fare il primo passo.

Nelle piccole cose

Sentire pienamente quel che c'è intorno a noi, a saper guardare, c'è sempre qualcosa a cui vale la pena dedicare attenzione. La gioia risiede spesso nelle piccole cose. Forse anche in questo caso il lockdown ci ha aiutato a guardare più da vicino, a fare caso a dettagli che ci sono stati attorno per anni, prima che avessimo improvvisamente il tempo di perdere tempo a guardarle.

E poi ci sono situazioni in cui questo è particolarmente evidente: come quando ci troviamo a fare colazione nella luce del sole mattutino, chiara e pulita, mentre sentiamo letteralmente tutto intorno a noi risvegliarsi.

O la sera quando la luce comincia a farsi più leggera, stiamo a guardare i colori sugli edifici o sulle piante della nostra città o del luogo in cui ci troviamo, immerse nella golden hour, quel momento prima del tramonto che rende tutto dorato. Quella è anche l'ora in cui fiori e piante aromatiche rilasciano i loro profumi nell'aria.

O quando ci troviamo ad ammirare la forza vitale di un piccolo essere vivente come una pianta che cresce insieme a noi, anche in condizioni avverse ma grazie alla forza delle sue radici - delle connessioni con il tutto - resiliente, resiste e fiorisce. Benedetta, project manager di Spazi dell'anima e nostra nuova compagna di viaggio (a proposito, benvenuta uffcialmente!) ci racconta qui proprio la storia di una connessione con il tutto e della sua importanza.

A questo proposito, alcuni versi di Estiva, di Vincenzo Cardarelli, tratteggiano un'immagine che ci sembra proprio riflettere questa visione. Si trovano in Poesie, del1942, e dicono:

Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell’albe senza rumore
ci si risveglia come in un acquario
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca,
stagione estrema, che cadi
prostrata in riposi enormi,
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell’ordine che procede
qualche cadenza dell’indugio eterno.

Questi versi possono anche essere spunto per una breve meditazione: prendiamo qualche minuto per noi, senza distrazioni, prepariamo dei fogli e una penna del colore che preferiamo. A questo punto leggiamo la poesia due o tre volte, ad alta voce, e poi lasciamo fluire la scrittura liberamente, senza censure o cancellature, per almeno cinque minuti. Poi lasciamo sedimentare questa scrittura e rileggiamola a distanza di qualche ora, di qualche giorno. Qualcosa di sconosciuto o di ancora inconsapevole certamente ne emergerà.

Io, l'altro

Sentire pienamente anche quel che c'è, oggi, dentro di noi. Pensiamo ad un abbraccio, un incontro, qualcuno che amiamo finalmente più vicino dopo tanti mesi di distanziamento. Recuperare un contatto visivo diretto, se un vero e proprio abbraccio non è ancora possibile, pregustare il calore di quando questo sarà facile e possibile.

Sentire pienamente, allora, anche chi c'è intorno a noi. Comprendere. È una parola che deriva dal latino, contiene il senso di intendere pienamente, afferrare con la mente le idee, quasi abbracciare.

Questi mesi hanno probabilmente modificato la percezione che abbiamo di noi stessi nell’interazione con gli altri. Oggi, mentre pian piano riapriamo, sembra a volte che abbiamo assunto un nuovo modo di osservare e quasi solo ci sbirciamo, per strada. Questo rende ancora più importante e urgente impegnarci per una vera inclusione, in tutti i campi e a tutti i livelli.

Essere differenti è una cosa che abbiamo davvero tutti in comune, è importante che ognuno cominci o torni a far parte integrante di una trama che contiene tutti, ognuno di noi è l’altro per qualcuno. Lo sforzo va nel cercare equilibri più che adeguarsi o fare adeguare, ecco perché includere ci piace più di integrare.

Da queste riflessioni è nato il filo conduttore di Cinephilo, la rassegna cinematografica-filosofico-pratica di Bottega Filosofica (qui puoi scaricare il programma completo), che quest’estate ci porta a chiederci 'Cosa può accadere quando si decide di aprire la propria vita a...?'

Cambiamo

Oggi che si riparte, ora che ci riapriamo all'estate, che tutto intorno a noi, come noi, fiorisce, è chiaro che i piccoli aggiustamenti di rotta non bastano. Ci serve una conversione a U, che non è un ritorno al passato ma una svolta evolutiva, verso il futuro.

Dobbiamo cambiare profondamente, riavvicinarci alla natura, ai suoi ritmi e ai suoi cicli, che sono anche i nostri. E questo non è in nessun modo un rifiuto di quello che abbiamo tutti guadagnato dal presente, ma piuttosto proprio sfruttare la tecnologia e tutti gli strumenti che abbiamo per riuscirci in modo più efficace. È una logica, invece, quella che va cambiata: non deve essere predatoria ma al contrario promuovere lo sviluppo di tutti gli elementi del sistema.

Serve un cambiamento di mentalità, di mindset. Sia per le grandi battaglie collettive, come quelle relative ai diritti umani e dei lavoratori, che per quelle che ognuno di noi può portare avanti nel proprio quotidiano. Da questo nasce la rubrica #sdgspertutti, per mostrare come declinare i grandi e meravigliosi obiettivi dell'Agenda2030 delle Nazioni Unite in azioni singole o quotidiane.

È il caso dell'obiettivo 7, che riguarda la diffusione e lo sviluppo di forme di energia pulita che siano anche accessibili per tutti. Moltissime sarebbero le azioni che ognuno può compiere, e scegliere di farlo o non farlo. Nel complesso, l’attenzione al risparmio di energia e un uso sempre consapevole e attento della stessa sono una questione di mindset, di mentalità, cioè se ho in testa il risparmio energetico, normalmente userò l’energia senza sprecarla. (Qui puoi leggere l'articolo completo dedicato al goal 7).

Senza un cambiamento del genere, può esserci spazio solo per chi nostalgicamente vorrebbe ripetere scenari già visti. Sarebbe come arrendersi all'inazione e sprecare una grande opportunità nel presente.

"In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati, perché domani finisce sempre per diventare oggi.

(...) costruire ora, qualcosa, ad ogni costo, con tutte le nostre forze. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità.

Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita".

Da "L'eleganza del riccio" di Mauriel Barbery. Edizioni e/o

Scarica il programma completo di Cinephilo
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