Copy
Esercizi Carmelitani Online Quaresima 2019
Leggi questa mail nel browser.
Introduzione - Esercizi Carmelitani Online
Tutti i precedenti testi di Advent Retreat Online possono essere trovati nell'archivio:

All'archivio
Puoi usare questo testo anche in formato PDF e ottimizzato per i file PDF di telefoni cellulari (caratteri piú grandi).

PDF File Icon PDF (A4) PDF File Icon Nota Biografica Edith Stein 
PDF File Iconsupplemento filosofico  Smartphone Icon Smartphone
 

In cammino verso la Pasqua
con Edith Stein


Introduzione delle Ceneri: tornare alla Fonte

 

1. Meditazione biblica

Dal libro di Gioele 2, 12-18

Or dunque – oracolo del Signore –, ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male». Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov’è il loro Dio?». Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo.

Commento

    La Quaresima si apre ogni anno con un richiamo molto solenne del profeta Gioele, il mercoledì delle Ceneri: «Parola del Signore»  Ecco ciò che dà una nota essenziale a questo tempo liturgico: renderci più attenti alla Parola di Dio, aprile le orecchie del cuore. 

Le sofferenze, le catastrofi che affiggevano nel suo tempo la terra di Giudea spingono il profeta ad incoraggiare il popolo eletto a convertirsi, cioè a tornare al Signore con fiducia filiale, lacerando il cuore e non le vesti perché «egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male» (2, 13)

«Ritornate a me». È l’unica legge del ritorno che dovremmo applicare sempre. La conversione del cuore a Dio è la dimensione fondamentale della quaresima. Convertirsi è letteralmente cambiare direzione girandosi. Ritornare alla Fonte del nostro essere

    Questo ritorno a Dio deve accadere «nel digiuno, nelle lacrime, nel lutto». Queste sono le manifestazioni esterne, visibili. Ma ai gesti esterni devono sempre corrispondere la sincerità dell’anima e la coerenza delle opere. «Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio». 

    A che cosa serve infatti lacerare le vesti se il cuore resta lontano da Dio, cioè dal bene e dalla giustizia? Ecco quello che veramente conta: tornare a Dio, con un’anima sinceramente pentita, per ottenere la sua misericordia. Un cuore nuovo e uno spirito nuovo: è quello che domandiamo attraverso il salmo penitenziale per eccellenza, il Miserere («Pietà di me»), il salmo 50. «Uno spirito contrito è sacrificio a Dio; un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi». 

Gioele conclude la sua esortazione annunciando il perdono concesso: «Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo».

Esercizio spirituale

    Domando la grazia di diventare più profondamente cosciente del mio essere peccatore e di aspirare con tutto me stesso – spirito, anima e corpo – al perdono divino, come ad una nuova creazione, così da ritrovare gioia e speranza. Lo posso fare meditando il salmo 50 e domandando, con l’orazione liturgica (colletta) di questo giorno, di «iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male».

2. Due testi filosofici di Edith Stein

  • “Ricordati che sei polvere”

La domanda principale sottesa ad Essere finito ed Essere eterno come a Vie della conoscenza di Dio è di tipo esistenziale: Come accade che alcuni giungono alla fede ed altri no, che alcuni trovano il senso dell’essere ed altri no?” (Cécile Rastoin, Edith Stein. Enquête sur la Source, Cerf 2007 p. 289)  Proponiamo un estratto della sua opera maggiore: Essere finito e Essere eterno (Città Nuova 1988, p. 91.96). Siamo coscienti che questo testo richiese, per essere ben compreso, uno sforzo d’attenzione. È un estratto del II capitolo, Atto e potenza in quanto modi d’essere. Possiamo esprimere semplicemente il tema con questa domanda: com’è che io sia un essere vivente?

“Da dove viene tuttavia questo essere ricevuto? […] Il mio essere, per quanto riguarda il modo in cui lo trovo dato e per come vi ritrovo me stesso, è un essere inconsistente; io non sono da me, da me sono nulla, in ogni attimo mi ritrovo difronte al nulla e devo ricevere in dono attimo per attimo nuovamente l’essere. Eppure questo essere inconsistente è essere ed io in ogni istante sono in contatto con la pienezza dell’essere […] .

    So di essere conservato e per questo sono tranquillo e sicuro: non è la sicurezza dell’uomo che sta su un terreno solido per virtù propria, ma è la dolce, beata sicurezza del bambino sorretto da un braccio robusto, sicurezza, oggettivamente considerata, non meno ragionevole. O sarebbe”ragionevole” il bambino che vivesse con il timore continuo che la madre lo lasciasse cadere?

    Nel mio essere dunque mi incontro con un altro essere, che non è il mio, ma è il sostegno e il fondamento del mio essere, di per sé senza sostegno e fondamento. […] posso giungere a riconoscere l’essere eterno in questo fondamento del mio essere in cui mi incontro con me stesso; […]. Quando Dio, per bocca dei Profeti, mi dice che mi è più fedele del padre e della madre, che egli è lo stesso amore, allora riconosco quanto sia «ragionevole» la mia fiducia nel braccio che mi sostiene e quanto sia stolto ogni timore di cadere nel nulla, a meno che non mi stacchi io stesso dal braccio che mi sorregge”.

 
  • La potenza della fede (Lettera a Roman Ingarden del 28 novembre 1926)

    “Adesso la fede. Se per «atti» intendo quelli che si possono omologare agli atti della conoscenza, allora anche io sarei diffidente. Ma la fede, la cui forza creatrice e trasformante di cui faccio esperienza nella maniera più reale in me e negli altri, la fede che ha eretto le cattedrali del Medioevo e la non meno meravigliosa struttura della liturgia ecclesiastica, la fede, che san Tommaso chiama «l’inizio della vita eterna in noi»- è ciò dinanzi alla quale si è infranto ogni scetticismo”.

(Lettere a Roman Ingarden, p. 239)
 

Riflessione

     Ho fatto l’esperienza, come Edith Stein, di essere stato ricondotto alla Fonte originaria della mia umanità? Mi sento sostenuto nel fondamento del mio essere? Quando il Signore mi ha aiutato ad attraversare una situazione difficile senza soccombere. 

    Scelgo ciò che può contribuire ad esprimere nell’agire la mia volontà di riconciliarmi con Dio e con il prossimo. Mediante quali mezzi mostrerò che voglio tornare al Signore? Da parte del Signore, che cosa mi incoraggia a tornare a Lui?

 

3. Il programma di questi esercizi spirituali e le indicazioni pratiche

    Santa Teresa Benedetta della Croce ci propone di vivere un cammino pasquale attraversando sette tappe sino al giorno di Pasqua. A partire dalla prima lettura delle domeniche di quaresima, gli esercizi spirituali offrono un percorso di trasformazione interiore per assomigliare sempre di più a Cristo. Ecco le tappe:

  • Ceneri:       Torna a Dio!
  • I settimana:         Ricordati e cammina alla mia presenza!
  • II settimana:         Non temere, soltanto abbi fede! 
  • III settimana:         Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me.
  • IV settimana:         Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi.
  • V settimana:         Iniziate ogni mattino!
  • Settimana santa:     Se porti la Croce, sarà lei a portarti, sarà la tua beatitudine.
  • Pasqua:        Accade così una nuova incarnazione di Cristo nel cristiano.

    Riceverete, ogni venerdì di questa quaresima, un messaggio di posta elettronica con un riassunto audio e un documento da scaricare. Esso avrà sempre la stessa struttura:

  • la I lettura della messa domenicale presa dall’Antico Testamento con un commento ed un esercizio spirituale che è proposto per aiutare a vivere secondo la Parola; 
  • alcuni testi di Edith Stein per scoprire il suo insegnamento e domande per la riflessione personale;
  • indicazioni per la meditazione e propositi per vivere ogni giorno con la Sacra Scrittura e santa Teresa Benedetta, in immagini.

    Gli esercizi spirituali sono molto ricchi di testi, alcuni molto accessibili, altri più difficili. Sta a voi scegliere ciò che fa per voi, senza rischiare indigestioni! Coloro che hanno più tempo e hanno il gusto d’approfondire, troveranno inoltre testi complementari che potranno essere ugualmente scaricati. Con questa spedizione, trovate anche:

  • una biografia dettagliata di Edith Stein;
  • una citazione più lunga del testo citato di Essere finiti ed Essere eterno.

    Buona salita verso la Pasqua!

fr. Philippe di Gesù (Hugelé), ocd (Convento d’Avon)

4. Pregare ogni giorno della settimana con Edith Stein

Giovedì dopo le Ceneri – 7 marzo: prendere la mano di Dio

“Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui” (Dt 30, 19s).

“In fondo, devo dire sono una piccola semplice verità: come si può cominciare a vivere prendendo Dio per mano” (Lettera dell’8 aprile 1931).

Penso a questa quaresima come ad un appuntamento con l’Amore, con la Vita? Prendere la mano di Dio senza più lasciarla, ecco il cammino della Vita. Concretamente, mi prendo 15 minuti per meditare queste parole di Vita.

Venerdì dopo le Ceneri – 8 marzo: ‘Eccomi’

“Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!»” (Is 58, 9)

“Cristo tende la mano a tutti coloro che si riconoscono peccatori, che pentiti lo confessano e che aspirano profondamente ad esserne liberati. Egli tuttavia richiede loro che lo seguano senza condizioni e che rinuncino a tutto ciò che in loro si oppone al suo Spirito. (Scientia Crucis).

Cominciare a camminare in questa quaresima significa voler essere liberati da Dio e compiere il bene che si può fare. Sono in grado di vivere oggi con Dio ogni incontro? O di vivere i momenti di solitudine come un tempo in cui Dio è presente?

Sabato dopo le Ceneri – 9 marzo: pregare con fede

«Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».» (Lc 5, 31-32)

“Ciò che possiamo fare è ben poco rispetto a ciò che Egli ha fatto per noi. Questo poco, tuttavia, lo dobbiamo fare. Prima di tutto si tratta di pregare con perseveranza per trovare la retta via e accogliere senza resistenze l’impulso della grazia quando essa si fa sentire” (Lettera del 17 agosto 1931).

Sono in grado di prendermi un altro momento di preghiera per domandare al Signore di guidarmi e di aiutarmi a vivere questa quaresima come Egli lo vuole? Di desiderare la messa domenicale …

Copyright © 2019 Carmelo Teresiano, All rights reserved.


Here you find our Datenschutzerklärung (in German)

Here you can: Update your profileor unsubscribe from our list