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Cooperativa Una Casa per l'Uomo - Newsletter
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Newsletter 1/2015
 

Emergenza profughi 
 
Comunque la si pensi siamo di fronte a un fenomeno importante che è destinato a continuare.
Per il terzo anno di seguito il Governo italiano non ha provveduto ad emanare il decreto flussi per regolare l’entrata nel nostro Paese di lavoratori migranti. La stessa linea è stata tenuta dagli altri governi europei.
Quello a cui si sta assistendo nel vecchio continente è da un lato lo spostamento interno tra i vari Paesi da parte di chi era già regolare ma non trova lavoro nello stato in cui ha deciso di soggiornare.
Dall’altro la crisi economica finanziaria a livello globale e le instabilità nel Nord Africa e nel Medio Oriente hanno dato il là a migliaia di persone alla ricerca del sogno Americano.
Sappiamo tutti che questa nuova ondata di profughi non è costituita se non in parte da persone con una reale possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per asilo politico almeno a legislazione attuale. Molti di loro se non la maggioranza sono migranti economici.
Il nostro diritto , il nostro livello di civiltà e la nostra etica ci impongono oggi un piano di accoglienza emergenziale che coinvolge tutto il territorio nazionale e che crea non poche difficoltà e malumori. L’Italia d’altro canto, anche geograficamente, è il ponte tra Europa e Asia e tra Europa e Africa.
Dobbiamo quindi accettare questa nuova sfida, con spirito di pragmatico realismo. Sapendo che è inevitabile soprattutto se vista non nell’ottica del qui e ora ma in quella un poco più lungimirante del buon padre di famiglia che sa qual’è la storia della sua famiglia e in quale direzione vuole andare e sa soprattutto che l’azione di oggi è un piccolo passo per costruire il futuro che vuole o immagina.
 

 
 


 
La presentazione del libro si inserisce all’interno del progetto Generiamo Parità del Tavolo Rosa, un tavolo intercomunale per le pari opportunità di cui fa parte anche il Comune di Valdobbiadene.
Questo libro narra una storia, tra le tante che accadono ,e che solitamente passano in silenzio: i matrimoni forzati di ragazzine, in questo caso immigrate, che vengono consumati con l’inganno da parte delle famiglie e a volte con il totale dissenso delle interessate. Questo è il caso di Amani, che allarga il triste panorama dei modi di attuare violenza contro le donne, quella delle ragazzine immigrate costrette a seguire una tradizione alla quale spesso non aderiscono più dopo aver conosciuto i valori occidentali. Una tradizione che le obbliga a sposarsi giovanissime, con persone scelte dalle proprie famiglie spesso per interessi economici, a volte con parenti anche stretti o persone molto anziane. Una realtà, questa, che in realtà non è così lontana storicamente nella storia italiana, e che in qualche paese del sud italia viene ancora riproposta..
In Inghilterra esiste da qualche anno una task force ministeriale che comprende polizia, comuni, province e ambasciate che si attiva ogni qualvolta sia registrato un evento anomalo che potrebbe essere ricondotto ai matrimoni forzati. Le scuole, fin 
dalle  secondarie di primo grado, sono direttamente coinvolte, poiché le segnalazioni più attendibili sono quelle di insegnanti che denunciano una “assenza” insolita di ragazzine con origini specifiche (ad es. pachistana, est europea, ecc.) e in “età da matrimonio” che poi non fanno più ritorno a scuola.
Questa volta, la storia di violenza, che sentiamo spesso alla televisione, in realtà riguarda una ragazzina di Bassano del Grappa, che qualche anno fa avrebbe potuto essere la nostra o vostra compagna di banco.

Agorà in parità - Donne in politica
 
Tra ottobre e dicembre si è tenuto un percorso di incontri e attività sul rapporto tra donne e politica che si è svolto tra i territori di Altivole, Istrana e Castello di Godego. Questi Comuni, con capofila Vedelago, hanno recentemente costituito un Tavolo intercomunale per le pari opportunità “Liberi/e Uguali” e hanno proposto il percorso come proseguimento del convegno Agorà in Parità, svoltosi il 10 ottobre passato sullo stesso tema. La partecipazione delle donne in politica, le discriminazioni, gli atteggiamenti e le potenzialità delle donne in politica sono gli argomenti affrontati in questo percorso, dove la politica non è solamente intesa in modo “partitico”, ma vede un respiro più ampio, includendo il far parte di CDA di grandi aziende e l’attivismo cittadino. Il percorso ha coinvolto nella serata del 29 ottobre Francesca Gallo, assessore di Preganziol e ricercatrice storica, per poi proseguire il 19 novembre alla presenza del CNA Impresa Donna e il 10 dicembre con il Comitato Pari Opportunità di Paese. 

Il nido accogliente progetto per la tutela della maternità delle donne migranti,

 
Il progetto ha preso avvio alla fine di ottobre ed è ora al pieno delle attività previste volte alla promozione della salute psicofisica delle donne straniere con specifico riferimento alla maternità. In particolare il progetto si rivolge a donne, minori, famiglie straniere afferenti ai servizi socio-sanitari territoriali e ospedalieri dell’Azienda ULSS.
A fine novembre avevamo raggiunto/sostenuto un centinaio di donne e circa 60 minori attraverso un servizio di mediazione linguistico-culturale durante i loro accessi ai servizi socio-sanitari e ai servizi di medicina di base generale e pediatrica.
 
Gli interventi, che avvengono in affiancamento al personale socio-sanitario, sono volti a facilitare continuità assistenziale e presa in carico globale della donna e del suo sistema familiare in un momento delicatissimo della vita quale è la maternità alla luce della diversa appartenenza linguistico-culturale.
 
Sono stati attivati 5 gruppi di incontro di  diverse aree geografiche: Cina, Maghreb,  Albania e Kossovo, Africa subsahariana . I gruppi si incontrano una volta al mese e sono guidati da una psicologa ed una educatrice del consultorio familiare. L’obiettivo è incoraggiare il reciproco avvicinamento e la relazione fra le donne straniere e i Servizi pubblici, agevolando nel contempo l’espressione diretta dei bisogni, il dialogo e la socializzazione extrafamiliare. Ad oggi l' a
ttività ha complessivamente coinvolto circa 40 donne.
 

 Per rimanere aggiornati sulle azioni del progetto, visitate la sezione NEWS del nostro sito.

Corso di Formazione per operatori che vogliono lavorare con uomini che agiscono violenza nelle relazioni affettive.

Il corso è stato avviato lo scorso novembre. Ci tenevamo molto all’avvio e ce l’abbiamo fatta. Segno che il tema proposto è di grande interesse e che è intenzione comune voler affrontare il tema della violenza da un punto di vista diverso. E’ obiettivo comune aprire una dialettica costruttiva verso la violenza e contro di essa, riconoscendone, sulla propria pelle, le sue piccole forme,  nella quotidianità, per entrare dentro un fenomeno che riguarda chiunque e la cui responsabilità sociale è di tutti.

Il corso vede una partecipazione eterogenea di figure professionali e provenienza: 32 operatori, psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali, educatori, giornalisti e filosofi provenienti da tutta Italia (Sardegna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lombardia , Sicilia) e anche dalla Svizzera.


Scarica il volantino (esterno e interno)

 

#VENETODOPPIAPREFERENZA, modifiche alla legge elettorale

Anche noi abbiamo risposto alla richiesta di sostegno della Commissione Pari opportunità che esorta il Consiglio regionale: «Sì all’introduzione della doppia preferenza di genere: il Veneto garantisca la rappresentanza femminile, in linea con altre Regioni italiane all’avanguardia».
Il grande impegno ha ottenuto un primo risultato, infatti in prima Commissione Consiliare, è stata approvato l'emendamento per l'introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale.

Comunicato Stampa della Commissione Pari Opportunità
 

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