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Lettera mensile Bilanci di Giustizia

Aprile 2020

BUON TEMPO DI CON-VERSIONE!
 

Carissime e carissimi,
con questa pandemia ci ritroviamo ognuno obbligato nelle proprie case a pensare.
Possiamo sognare un mondo diverso, un mondo che da anni come Bilanci di Giustizia cerchiamo di costruire, ma che per avverarsi deve poter contare sull'impegno di molti.

Abbiamo bisogno, non solo noi, di lavorare insieme.
Abbiamo bisogno, non solo noi, dei giovani.

E i nostri giovani si mettono in gioco. Proprio quei giovani con cui abbiamo riflettuto sull'uso eccessivo delle nuove tecnologie e che oggi insegnano ai più "maturi" modi nuovi per sentirsi vicini anche senza muoversi di casa.

Così anche l'assemblea di bilanci assume uno stile nuovo... da atleti "digitali" della pace e della giustizia, che ne è il fondamento.

Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi

dove ci sono muri e sbarramenti, 


per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli, 

corrieri a ogni costo, atleti della parola pace.

Erri De Luca 

Resistere per cambiare. La «normalità» feroce dei «normali»

Enzo Scandurra
27.03.2020Pandemia 

Qualche giorno fa ho scritto su facebook che più che resistere, resistere, il motto dovrebbe essere: cambiare, cambiare. Qualcuno mi ha risposto: d’accordo, ma cambiare cosa e in che direzione. Può questa pandemia essere un’opportunità per un cambiamento, almeno per i singoli individui? Difficile rispondere perché se a livello europeo prima o poi si ristabiliranno regole ferree per contenere i costi sostenuti per eliminare la pandemia e quelli dovuti al mancato profitto delle imprese, se prevarrà la competizione tra Stati sulla cooperazione, se il settore delle armi continuerà a produrre senza sosta, cosa può fare un singolo individuo rispetto a questa potenza di fuoco?

E il contenimento forzato del consumo non esploderà (a pandemia conclusa) in una ricerca forsennata di quei beni inutili di cui ci siamo per tutto questo tempo privati?

Occorrerebbe in primo luogo un ripensamento dei partiti della sinistra che privilegia l’economia prima del diritto alla vita. Per fare qualche esempio, oggi quelli che più risentono del rischio di contrarre il contagio (per loro quasi letale) sono gli anziani costretti a lunghe file nei supermercati.

Ma in tempo di pace le loro difficoltà erano praticamente le stesse (tolto il rischio del contagio). Non si potrebbe allestire una qualche procedura che renda meno sofferente la loro vita pubblica e considerarli (come ha ben detto Laura Marchetti su il manifesto del 24 marzo) una risorsa di saggezza da spendere anziché macchine improduttive? E nelle università non c’è forse da riflettere su cosa modificare nella struttura delle discipline che producono inutili specialismi per renderle più adatte a fronteggiare calamità di questo ed altro tipo? Continuare a saccheggiare il pianeta come fosse una miniera da cui estrarre una ricchezza infinita, non ci ha forse insegnato che è come segare il ramo sul quale siamo seduti?

Dovremmo forse riflettere su quella «normalità» della quale auspichiamo a gran voce il ritorno. La normalità dei «normali», ovvero di coloro che producono, dei consumatori che affollavano, prima della pandemia, i magazzini dell’Ikea, delle masse di turisti che hanno depredato i centri storici delle nostre città, dei sostenitori delle grandi opere inutili se non per rispondere a una dittatura economica che le vuole. Saccheggiando e distruggendo le uniche grandi conquiste pubbliche del Paese: la sanità e l’istruzione, come fossero un inutile orpello che impediva il libero dispiegamento del mercato e del profitto. Le abbiamo adattate alle norme del mercato che esige che siano produttive in primo luogo. E così scriveva Marcello Cini abbiamo scavato quel fossato che separa il livello degli specialismi da quello dei problemi dei comuni cittadini.

E così abbiamo chiuso ospedali «improduttivi» e lasciato il campo alla sanità privata che oggi possiamo chiederci: a che serve se non per marcare ancora di più quella disuguaglianza che divide cittadini di serie A da quelli di serie B?

E che ne è di coloro che anche prima dell’esplosione della pandemia «normali» non lo erano? Dei migranti, delle badanti non in regola, dei senza tetto, dei raccoglitori di pomodori, dei reietti e dei dannati della terra? Non credo che loro auspichino il ritorno alla «normalità», quella normalità feroce che li metteva al bando come fossero una sorta di «nemici» dai quali difendersi, una minaccia pubblica. Dove sono finiti? Risucchiati nel cono d’ombra, sono scomparsi e con loro la grande minaccia di attentato alla nostra integrità nazionale, sostituiti da un nemico invisibile che non conosce frontiere.

Infine qualche riflessione sul consumismo. Non si può eliminare per decreto né demonizzare, né sarebbe auspicabile farlo. I consumatori dovrebbero prendere coscienza del loro potere latente e richiedere una produzione di beni più adatta alle esigenze di un vivere sano piuttosto che essere i sudditi ubbidienti del mercato che stabilisce esso quali sono e quali non sono le esigenze del cittadino. Vale per i telefonini cellulari che bisogna cambiare ogni anno ai farmaci inutili di cui sono pieni i nostri scaffali nel bagno. Sapremo farlo?

© 2020 IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP. EDITRICE

Resistere per cambiare. La "normalità" feroce dei "normali" | Enzo Scandurra | Il Manifesto
Le nostre ali | Fabio Corazzina

APRIAMOCI!!!!

Parte da quest'anno il progetto giovani.

A seguito dello scorso incontro annuale è nata la voglia di aprire sempre di più l'esperienza BdG a nuove realtà, cercando in primo luogo di coinvolgere persone in età universitaria e giovani lavoratori.

Ebbene, eccoci qui, siamo Sara e Cristina, da settembre facciamo parte della segreteria XXL con l'obiettivo di coinvolgere nell'incontro annuale di questa estate nuovi giovani estranei al percorso Bilanci, creando momenti di scambio tra le varie generazioni e magari, chissà, mettere le basi per lo sviluppo di qualche nuovo gruppo locale.

L'operazione non è semplice, soprattutto a causa delle distanze che ci impediscono di contattare direttamente realtà locali di giovani da invitare all'evento, ma confidiamo nella costruzione di una buona pagina instagram con rimandi al sito per quanto riguarda le informazioni base e nel diffondere l’invito tramite associazioni come gruppi scout, venerdì per il clima, arte migrante etc.

Altro grande ostacolo per la partecipazione giovanile abbiamo riscontrato essere il costo totale dell'incontro, ma grazie all’opzione tenda e altre piccole accortezze dovremmo riuscire a facilitare l'adesione da parte di tutti.

Per quanto riguarda lo svolgimento dell'incontro annuale, ci piacerebbe creare, assieme a voi, durante i 4 giorni, un forte ambiente di scambio, crescita ma soprattutto voglia di cambiamento; abbiamo pensato che piccoli incontri di introduzione da tenere nei primi giorni dell'IA potessero aiutare i nuovi ad orientarsi meglio e comprendere la realtà dei BdG.

Siamo aperte a consigli, suggerimenti, scambio di materiale utile!

Vi lasciamo il nostro indirizzo mail:

sarafenicia@gmail.com

cardinetticristina@gmail.com

IPERCONNESSIONE
dall'Incontro Nazionale Prato 2019
Siamo vittime della sindrome da iperconnessione? 
Gli strumenti di comunicazione e il loro uso legati alla paura e alla possibile uscita dalle paure. (Appunti di Antonella T.)

Pervasività e facilità d'uso di tali strumenti e di accesso alle informazioni e della loro mobilità: riflettiamo sugli impatti e sulle conseguenze. Noi adulti la vediamo in modo critico, negativo, stando in seconda fila (penna e calamaio), i giovani sono "nativi". Ci sono rischi, vediamo le opportunità che vedono i giovani?

Metodo sessione adulti: condivisione sul proprio rapporto col telefono, 5 min a testa, descrizione del rapporto, perché, preoccupazioni/entusiasmi, ascolto non giudicante.

Alcuni estratti dalle discussioni:
> impatto delle tecnologie e dei campi elettromagnetici non naturali sulla nostra salute fisica, danni non accertati e comunque i finanziatori delle ricerche sono dubbi...
> i costi
> tumori e infertilità dell'avere addosso tutto il giorno
> i piccoli e l'apprendimento
> pervasività del 5G e dell'IoT..
> autoconvincimento delle informazioni
> rischio dell'aggancio di bambine e di stalking
> status symbol
> usi utili
> allenamento della memoria e invece demandiamo
> partire dagli adulti stessi a rieducarci
> recupero del francobollo e della lettera, anche scritta a mano 
ma: e l'uso delle emoticon?
> mai spento
> lo smartphone allunga i tempi di lavoro, flusso continuo
> molto utile per localizzarmi. ottimo strumento per organizzarsi
> paura di dimenticarlo e se lo perdi?
> l'ipertecnologia come supporto essenziale nell'aiuto quotidiano ai disabili
> whatsapp al centro dell'utilizzo... fai fatica a staccare
> la pressione sociale come elemento basico dello smartphone
> l'immagine come soggetto principe dello smartphone
> lo smartphone come tranquillizzatore!
> sempre meno telefono sempre più messaggi
> distrazione dalle azioni quotidiane: camminare, guidare, parlare, pedalare...
> rete: opportunità con pericolo di superficialità
> da un benessere ad un malessere?
> commistione abusiva tra privato e pubblico
Confronto intergenerazionale su social, smartphone e costruzione delle paure
Domande guida: cosa ci ha colpito delle scenette? Aspetti positivi o meno? Quali rischi? Quali opportunità? Siamo colpiti da sindrome da smartphone?

Alcuni estratti dei confronti:
adulto: iper é tale quando si perde capacità critica e consapevolezza delle capacità degli strumenti che si hanno in mano, in caso ci siano tali capacità allora luce verde
adulto: scenette come macchietta di quanto salta all'occhio, esistono anche le opportunità, ai tempi di Gutemberg ci saranno stati genitori preoccupati, l'ansia viene dalla non conoscenza completa dello strumento, quello che temo é la pervasività, ma usi e contesti possono essere buoni, consapevolezza e chiarezza dei rischi, io non mi sento iperconnesso.
ragazzo: le scenette non sono esagerate, non per tutti noi é cosi come ci dipingete ma é abbastanza vero, vedendolo fare a degli adulti; guardandolo da fuori mi sento colpito e mi pare che forse non ci rendiamo conto di quanto a lungo li usiamo
adulta: se non siamo connessi e forse non solo i giovani, ci sentiamo soli anche se siamo insieme ad altri e allora la comunicazione é trasposta nel mezzo e meno nella realtà
adulto: sono contento di parlare con voi e sono curioso di sentirvi, lo strumento puo' essere buono o meno a seconda dell'uso, similitudine tra le generazioni anche nella paura di restare esclusi, scrivere é forse davvero più facile
adulto: scenette dei ragazzi divertenti, non abbiamo detto che gli strumenti evolvono acceleratissimi, usarli bene e in modo critico diventa ancora più difficile, difficoltà intrinseca e mai vista prima
adulta: le scenette non erano esagerate, siamo ridicoli come le scenette in effetti (camminare guardando uno schermo), non é facile imparare a limitare l'uso e il tempo l'uso (ma come é già finita l'ora?), via chat mia nipote mi ha detto cose che di persona non mi avrebbe detto, a cosa tolgono spazio? dal vivo é ancora bello...
adulta: é più facile misurare il tempo di uso degli altri, grande opportunità, con i suoi limiti, l'uso va monitorato fino ad una certa età (danni dal cyberbullismo per esempio), suicidio e legge contro il cyberbullismo

 
adulto: nuove opportunità che non avevamo (cicloturismo) ma in metro non si rimorchia più, perdiamo una sensibilità ogni giorno nelle società tecnologiche... come applicare le sapienze ed esperienze del passato a queste opportunità?
adulto: bello preparare le scenette e il contenuto seppur leggero é veicolato, io sono reticente al cambiamento
adulto: la difficoltà più grossa é la nostra, chi ci é nato non ha difficoltà, sparire dentro un libro fino a che non finisco é lo stesso che sparire dentro il telefono, cosa ci interessa davvero nella vita? chi siamo davvero? é facendoci questa domanda che affrontiamo il rischio

ragazzo: per me non averlo aveva significato un miraggio, poi averlo puo' essere stata una delusione per alcuni
ragazza: noi giovani siamo obbligati, l'impulso non nasce dentro di noi, nasce dal restare fuori dal gruppo, dalla società, non partecipi alle discussioni, é semipatetico dover dare il numero dei genitori agli amici, i rapporti poi pero' sono molto piµ scontati e semplici e nessuno ha peli sulla lingua dato che non hai l'altro davanti, dire di persona non c'e il tempo di elaborare mentre per scrivere puoi prenderti tempo
ragazza: differenze tra le vostre scenette e le nostre erano i tempi di uso, noi giovani a volte non lo usiamo tanto quanto gli adulti che lo usano per lavoro
adulta: se avessi uno smartphone sarei iperconnessa e tale sindrome esiste, uso telegram al posto di whatsapp, non voglio condividere i miei dati con google, sono una mamma preoccupata... sono poco smart e questo non mi fa sentire sfigata anzi ne sono orgogliosa, tendo a non vedere le opportunità, che ora accetto, a causa della preoccupazione eccessiva, la mia paura viene dal sapere che il telefono riempie il vuoto creato da assenza di cose belle e utili nel tempo di vita dei miei figli
adulto: per i giovani la tecnologia é imprescindibile, mentre per noi é cambiamento continuo, rimanere con i piedi per terra e guardando la mappa della vita decidendo voi stessi la direzione che volete prendere
adulto: ogni tanto sfido mio figlio a provare ad organizzare una serata alla vecchia maniera, una sfida ad accontentarsi delle proprie risorse per imparare ad inventarci soluzioni a problemi da noi senza contare sulla app; inevitabilità... é vero, l'uso deve essere funzionale al nostro stile di vita; attenzione a parlare con le dita invece che con la bocca, che puo' essere violento dato che non si guarda negli occhi (parlare con la bocca vuol dire far passare attraverso gli occhi)
adulta: non mi sento iperconnessa, me lo dimentico a casa a volte
ragazza: scenette belle, i miei premono perché noi non lo usiamo ma poi la mamma é stata sempre al telefono
ULTIME DALLA SEGRETERIA

Ringraziamo
ANTONELLA V., ANTONELLA T., MARZIO, SARA, CRISTINA, COSTANZO E FAUSTO
che si sono resi disponibili per il gruppo di lavoro in vista dell'incontro annuale!!!!
Non sappiamo ancora bene con quali modalità riusciremo a realizzarlo ma intanto tracciamo la rotta.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI



CONVOCAZIONE ASSEMBLEA TELEMATICA!!!!!!

SABATO 18 APRILE 
DALLE 15.00 ALLE 18.00

con merendone in condivisione virtuale :)
 

OdG
1. Aggiornamento incontro annuale (logistica e gruppo di lavoro)
2. Approvazione bilancio


A.A.A.
cercasi piattaforma etica ed efficiente in termini di affidabilità audio-video con molteplici connessioni,

per evitare di usare Zoom.

Per ora non l'abbiamo trovata! 

La prossima settimana riceverete un invito a partecipare all'assemblea telematica con il link per accedere alla piattaforma.

STAY TUNED!
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