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<<Qui il tuo nome>>, ieri è stato il Black Friday e lungi da me parlare del Black Friday.

"la prima regola del Black Friday...è boicottare il Black Friday"
(semicit.)


Lascio parlare il mitico assistente di Office anni 2000: te lo ricordi?
Quanto feticismo che ho per la preistoria dell'informatica, io che giocavo a Prince of Persia sull'Olivetti PCS86. Tu no?
Parole sante amico
Comunque: oggi newsletter breve, che secondo me devi ancora leggere per bene quella di venerdì scorso da 10000 caratteri e sblisga. L'hai letta?
Scrivimi qui.

Ho fatto una riflessione.
Partendo, sigh, dal Black Friday.
Ieri - ho fatto i conti - ho ricevuto 75 newsletter con sconti o comunque attività promozionali sul Black Friday, da adesso BF.
Ora, a parte che sì, ho un problema con le newsletter, se aggiungiamo i milioni di post su facebook, instagram e chissà cos'altro mi sembra chiaro che nella testa del social media manager (o dell'imprenditore, o dell'artista, o dell'artigiano, di tutti insomma) qualche giorno fa si è palesato il pensiero: "devo fare assolutamente qualcosa per il BF altrimenti perdo un'occasione / sono un fallito / i miei follower si lamenteranno / altro: aggiungi tu a piacimento!!!"

Per la prima volta, quest'anno, ho visto anche parecchi brand dissociarsi dal BF, prendendo una posizione forte contro questa inutile estremizzazione del capitalismo becero dell'usa e getta: evviva.
A partire dai miei amici di Patagonia fino ai miei amici di Bionoc (che hanno fatto uno sconto, sì, ma solo per i veri clienti fedeli dell'ecommerce e io, sic, quando si parla di birra sono sempre un cliente fedele), alla mia amica Vea di Mas del Saro che ha ridotto il suo margine ma lo sconto che avrebbe fatto al cliente l'ha devoluto a ActionAid).
Molti brand anche grossi hanno fatto come Vea, donando a associazioni e Ong diverse: per esempio Planted (startup svizzera che fa un'ottima plant based poultry meat) ha donato il 100% del ricavato di ieri a associazione animalistiche.
E blablabla.

La domanda che mi è sorta passa dalle parole del maestro:
Mi si nota di più se faccio il Black Friday o se non faccio il Black Friday?

Domanda per voi che fate marketing:
se nel grosso rumore di fondo della comunicazione oggi (social, mail, tv, ecc) tutti parlano della stessa cosa (lo sconto per il BF in questo caso), come si fa a emergere? Come si fa a differenziarsi?
Se il brand A fa lo sconto e il brand B fa lo sconto, come consumatore chi scelgo?
Non certo per lo sconto, ma per altro?

AIUTATEMI A CAPIRE.
Nel pieno di una crisi ambientale e nell'arrivo di una nuova crisi economica, compriamo oggi il nostro feticcio quotidiano
Ora, questa newsletter parla di cibo e quindi tutto sto preambolo era per dire una cosa sul biologico.

Il mercato del biologico ormai cresce da anni (si, forse ha vissuto qualche piccola flessione in Gdo durante il primo lockdown -- ma ha più che tenuto nello specializzato e nell'online) e non credo di esagerare nel dirti che è un mercato già ben diffuso, riconosciuto, quasi maturo. Esagero?
No.

E allora, tornando a bomba, come sopra:
"mi si nota di più se faccio la linea bio o se non la faccio?"
[e se anche Barilla ha fatto la linea bio, e se anche Ferrero (con Estathè Bio) ha fatto il bio allora possiamo dire che tutti fanno il bio] --> con questo semi-sillogismo Aristotele mi fa un baffo.

Come per il BF, non c'è più differenziazione.
E quindi:
Il bio è morto, viva il bio.

Cosa ne pensi?
Tu che hai un'azienda bio, che lavori in un'azienda bio, tu che compri bio (così ho coperto il 100% di voi che mi leggete): come pensi di far emergere le tue differenze? Ci sono?
Se il biscotto A è Bio, e il biscotto B è Bio: che differenza c'è tra il biscotto A e quello B.

Bio asks for more.
Gattini e Biscotti. Like assicurato.
Ora, mica posso dirti tutto.
Vuoi una mano nello specifico? puoi scrivermi: ti aiuto volentieri. E no, non ti faccio lo sconto.

Tre tips, poi tutti in zona arancione:

1) Dimostralo. Hai un valore in più dal punto di vista etico, ambientale, sociale? Dimostralo. Hai una filiera? Dimostralo. Spiegamelo. Con parole chiare e facili, ma non essere solo chiacchiere e slogan.
Comprare la materia prima bio dallo stesso trader e compilare due foglietti per la certificazione? Roba vecchia da boomer del food.

2) Differenziati. Solito esempio del biscotto: Biscotto A, bio. Biscotto B, bio. Ricetta simile. Prezzo simile. Chi vince? Nessuno. Prova combinazioni nuove, studia, speriementa, assaggia: vai all'estremo confine del palato poi torna indietro, alla semplicità. E' un ritmo, da sola la ricetta troverà la sua strada. E ricorda, l'avevo scritto anche qui: Taste is the King.

3) D...dai, non te lo dico. Dimmelo tu.

Viva i mercati contadini, dove non c'è il Black Friday!
Dai dimmi la verità, cos'hai comprato ieri?
Una cosa importante: ogni tanto controlla le caselle mail segrete e strane, quelle proprio impolverate (tipo “promozioni”). Ogni tanto la mia newsletter finisce lì, poi non la leggi e io lo scopro e ci rimango male.
Facciamo una cosa: aggiungi il mio indirizzo mail riccardo.astolfi@gmail.com alla tua rubrica dei contatti, così freghiamo Google e l'allegra compagnia del 5g.

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