Copy
<<Qui il tuo nome>>, è un paio di settimane che non ci sentiamo.
Ti sono mancato?

Ok, passiamo oltre che è meglio.
Il motivo è semplice: quando ho cominciato l'avventura newsletter non avevo proprio intenzione di farla diventare un appuntamento sentimentale settimanale, poi lo sai come vanno le cose, è un attimo che ti fai prendere la mano. Il tempo vola quando ci si diverte (e altre banalità).

Nelle ultime settimane, se mi segui nelle mie deliranti storie su Instagram lo saprai già, ho vissuto un riaccendersi del sacro fuoco della fermentazione e, complice la bellissima amicizia e collaborazione con Alessandro, preferisco passare il tempo con le mani in pasta, tra le bacche infuse nell'alcol e tra gli amici lieviti che davanti a un computer.

Infatti è il primo anno che sembro abbronzato, anche se sempre si abbronzatura mezzo e mezzo si tratta. (Conosci il mezzo e mezzo? Se si, vorrei proprio berlo adesso).

Cosa è successo in questi giorni in cui non ci siamo sentiti?
Ciao Gentilrosso, TVB.
Beh, prima di tutto ho mietuto il mio grano!
Qualche mese e una pandemia fa ero a Cheese con il mio amico Marco e tra un barolo e un dolcetto ci siamo detti: perché non proviamo a seminare qualcosa?

Primo segno della vecchiaia: quando sei ragazzo pensi a seminare cose illegali, quando superi i 30 pensi al grano 🌾

E così, in mezzo ettaro fuori Forlì, ecco il nostro Gentilrosso.
Siamo stati pigri e inesperti, per non dire altro, e il grano è stato lì, solo soletto, mentre le nostre vite venivano stravolte dal lockdown, e senza il nostro minimo intervento (o proprio grazie a...), né concimi, erbicidi, pesticidi, niente di niente è cresciuto alto e sano.

Per la serie #Monsantofammeunapippa.

Adesso abbiamo 15 quintali di grano antico in magazzino, a qualcuno serve farina?
Sentiamoci a settembre, amico panificatore casalingo.
AB...normal!
Poi sempre col mio amico Alessandro di cui sopra abbiamo fatto il nocino (con le noci raccolte rigorosamente la notte di San Giovanni), un vino di rusticani che diventerà aceto (a proposito tu sai cosa sono i rusticani? Ho scoperto essere una cosa prettamente bolognese), una rivisitazione dell'umeshu giapponese mettendo a macerare i soliti rusticani acerbi con zucchero e distillato di grano e tanti altri esperimenti che per ora non ci hanno ucciso.

Ti stai chiedendo il perché di tutto questo? (lo so, anche le nostre famiglie)

No, non abbiamo preso un colpo di sole stando in campagna. Almeno, non solo.
Da settembre forse forse forse il venerdì sera potrai assaggiare il frutto del nostro lavoro e dei nostri esperimenti.
Ti intriga? Anche a noi.
Non mi chiamare, ti chiamo io.
Cocktail in anteprima.
Pignoletto rifermentato coi suoi lieviti selvaggi / Saba 2013 / Menta / Bitter di alloro.
E ora veniamo all'argomento principale di questa newsletter: il pippone vegetariano. The plant based pippon.

Qualche giorno fa mi ha scritto un consumatore chiedendomi se nella produzione dell'ottimo cocco essiccato dal Ghana ci fosse sfruttamento di scimmie, macachi per la precisione.

Spoiler: no.

Sono caduto dal cocco (ehm, dal pero...questa è brutta lo so) e ho fatto subito la cosa che so fare meglio: studiarci su.
Sono finito su diversi articoli, vecchiotti ma interessanti che ti linko qui e qui: in effetti la questione è saltata fuori un po' di tempo fa, sopratutto nella raccolta di cocchi per l'acqua [di cocco] nel sud est asiatico. Tu lo sapevi?

La cosa che ho trovato più divertente (si può dire più divertente?) è l'esistenza dell'università delle scimmie di Bangkok, dove appunto i nostri amici animali vengono istruiti nel diventare bravi raccoglitori.
Non ci credi?
Esco il link al video.
Ti confesso che la cosa mi ha colpito (update proprio mentre scrivo la newsletter: proprio ieri diversi supermercati in Uk hanno dichiarato che toglieranno dal proprio assortimento tutti i marchi di prodotti a base cocco coinvolti nello sfruttamento animale), così come ho compreso il dubbio e l'indignazione del consumatore, ora rassicurato e felice mangiatore di cocco a km 0...ehm...100.000

La cosa che più mi ha colpito però è un'altra.

Stavo mangiando una piadina e raccontavo a alcuni amici della mia interessantissima scoperta (sarà per questi miei argomenti di discussione interessantissimi che ho pochissimi amici?) e la reazione media è stata: ma povera scimmietta?!?! Ma come si fa a fare una cosa del genere? Buongiornissimo kaffèèè1!1! (Ormai siamo dei boomer, lo so).
Il tutto detto mentre affondavano il morso nella piadina prosciutto e squacquerone e salsiccia e peperoni.

Uhm.

Scusami tanto amico mio: la scimmietta non può lavorare tra le palme ma del maiale non si butta via niente? Il povero agnellino a Pasqua no ma l'affettato di tacchino dietetico in pausa pranzo si (si si sto parlando con te)?
No caption needed.
Ritorno sul mio solito concetto di sempre: puoi fare della tua vita quello che vuoi ma pensa prima di parlare. E studia.
Poi, in realtà, meno danni fai al nostro pianeta è meglio quindi non è che puoi fare proprio proprio quello che vuoi, ma diciamo che questa sarà la tua fase 2, giovane Padawan.

E questo forse è il vero motivo per cui era un po' che non ti scrivevo: sono un po' in una fase down coi mezzi tecnologici e i social network (e nel calderone ci butto dentro anche le newsletter).
I contenuti pubblicati sono talmente tanti in quantità ma così poveri in qualità che è sempre più difficile per me trovare stimoli nella rete. Il web sta diventando quello che ha sempre detto di contrastare: i mezzi di comunicazione tradizionale, la TV in primis. Cambiano i protagonisti, cambia l'età degli utilizzatori mentre tutto si appiattisce nello stesso format trito e ritrito: concetti facili, ripetuti, divisivi e non approfonditi, facili da condividere e facile da schierarsi, a favore o contro non importa, ma vuoti.

Approfondire non serve, approfondire è inutile, controproducente.

Dimostra il fatto che ormai cercare informazioni "vere, affidabili e approfondite" su Internet è diventato un lavoro. Una sfida.

E per salutarti e smentire tutto quello che ti ho appena detto, ecco la canzone dell'estate. Che poi è di qualche anno fa, ma mi è tornata in mente proprio ieri.
Ecco, è tutto per oggi.

Ti mando un grande abbraccio, scrivimi se sei a casa al caldo o in spiaggia, o magari in un bell'alpeggio a mangiare strudel. Anche io vado a fare l'eremita tra i monti per un po', ma ti scrivo presto.
Sei anche tu del team macaco? Mandami un messaggio WhatsApp!
Facebook
Instagram
LinkedIn
Website
Email
 Oggi è un bel giorno per fare un regalo al tuo collega di scrivania o al tuo capo che ha sempre bisogno di idee nuove. Inoltragli questa newsletter. Evviva! Oggi è un bel giorno per fare un regalo al tuo collega di scrivania o al tuo capo che ha sempre bisogno di idee nuove. Inoltragli questa newsletter. Evviva!
Copyright © 2020 Riccardo Astolfi, Tutti i diritti riservati.


<<Qui il tuo nome>>, ricevi questa email perché sei uno dei 
fortunati iscritti alla mia mailing list. Non vuoi più ricevere i miei aggiornamenti? Dici sul serio? Ok, lo capisco. 
Torna nel triste silenzio senza stimoli cliccando qui
Vuoi modificare qualcosa?

Email Marketing Powered by Mailchimp