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Ciao <<Qui il tuo nome>>,
oggi è sabato, domani non si va a scuolaaaaa.
Ah, no.

Che flash, mi viene in mente quando ero piccolo, a otto anni, e canticchiavo coi miei compagni di classe questo grande classico del mitico Pino.
E invece, no, niente scuola nemmeno lunedì. Sic.

Ti sto scrivendo appena rientrato dal mio trekking quotidiano su e giù per la collina. Non ho saltato un giorno questa settimana, cavolo, mi è sembrato di rinascere.

Respirare.

Sentire l'aria calda che ti riempie bocca e polmoni, tra i pioppi e gli insetti risvegliati, i mille profumi floreali: l'acacia e il sambuco e poi il grano ancora verde rosseggiato da papaveri. E dietro, San Luca.

Tu hai camminato in questi giorni?
Ecco la mia meta giornaliera. E dopo, cappuccino da asporto!
<<Qui il tuo nome>>, come sta la tua foresta?

Lo sai che per ognuno di noi esiste mezzo ettaro di foresta (e quanto è poi mezzo ettaro? ti chiederai. Come T.S.Eliot misurava la sua vita a cucchiaini di caffè, io misuro gli ettari in campi da calcio. Mezzo ettaro è come un campo da calcio da provincia, cioè non proprio il Bernabeu ma lo stadio del Real Casalecchio, ecco)?

E' uscito qualche giorno fa il report annuale della Fao sulle foreste, anche detto Global Forest Resources Assessment 2020 esticazzi (no, esticazzi l'ho aggiunto io, eh).

Ti consiglio davvero di guardarlo: è fatto benissimo, interessantissimo, dinamico e facile da comprendere.
Bellissima questo grafico che rappresenta la diffusione delle grandi foreste del pianeta
E sfata anche un po' di miti... per esempio?

La velocità con cui stiamo perdendo foreste sta calando. Evviva! Evviva?
Il tasso di perdita netta delle foreste è diminuito sostanzialmente nell'ultimo periodo a causa di una riduzione della deforestazione in alcuni paesi, oltre ad aumenti dell'area forestale in altri attraverso il rimboschimento e l'espansione naturale delle foreste.

Attenzione, ho detto che sta rallentando, non che abbiamo smesso di deforestare e incendiare, caro Bolsonaro? E tu amico Morrison (amico si fa per dire), lascia stare l'Australia.
Ascolta l'orsetto Smokey. Pensa prima di deforestare!
Un'altra cosa che mi ha colpito, e che purtroppo mi aspettavo, è che le foreste primarie stanno morendo sempre di più (sarebbe meglio dire che le stiamo uccidendo).
Le foreste primarie sono quelle aree dove vivono solo specie arboree autoctone, dove non vi sono indicazioni visibili delle attività umane e i processi ecologici non sono significativamente disturbati.

Negli ultimi dieci anni abbiamo perso 8 milioni di ettari di foreste primarie all'anno!
All'anno si. (Più di 11 milioni di campi di calcio, :D)
Forse meno di 11 milioni di campi di calcio, se fossero tutti grandi come quelli di Holly e Benji
Il tema "foreste" è davvero complesso e sarà sicuramente uno dei punti dove dimostreremo, come uomini, cosa vogliamo davvero essere nel futuro post Covid, post incendi in Australia, post scioglimento dei ghiacci.

Tu cosa ne pensi? La adotteresti una foresta?
Se si fammi un fischio.
Io in una foresta ci vivrei pure
E poi, nelle foreste si possono fare un sacco di cose.
Per esempio, la silvopastorizia. Silvopasture, in inglese.
(Silvopastorizia fa davvero antichi romani)

Allevare nei boschi è un'idea potentissima, vecchia come il cucco e che oltre a far crescere animali sani e felici e - per chi mangia carne, sicuramente più buoni e gustosi - è uno dei punti chiave per ridurre e riassorbire le nostre emissioni di Co2.
Secondo i calcoli del Project Drawdown, aumentando le pratiche di silvopasture a livello mondiale da oggi al 2050 molto facilmente si potrebbero ridurre e compensare più di 30 Gigatons di diossido di carbonio nell'atmosfera.

Che, a occhio, non mi sembra poco.

(Sono 1.500.000.000.000 viaggi avanti indietro da casa a lavoro se abiti a Casalecchio e lavori a Ravenna).

Ti consiglio di dare un'occhiata al progetto Drawdown, io avevo preso il libro qualche anno fa in inglese ma so che di recente è stato tradotto anche in Italiano.
E' davvero una bella guida per capirne un po' di più.
Le mucche dopo un trekking nel bosco
Come sempre, spero di averti dato qualche spunto di riflessione in più, qualche piccolo pensiero da seminare tra tutto il caos che abbiamo in testa in questi giorni.

E grazie a Alessandro, l'unico che mi ha scritto ieri preoccupato di non aver ricevuto la newsletter settimanale.

Per tutti gli altri...
Comunque vi voglio ancora bene
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