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Riccardo Astolfi - newsletter Regenerative Fooding - episodio 29

Questa è un'edizione speciale. Quasi monotematica. Con qualche scemenza.
Prosegui con fiducia.
<<Qui il tuo nome>>, oggi si festeggia!

No, non è il mio compleanno, no, ma manca poco (keep in mind, 10 febbraio!), ma è il compleanno della mia newsletter.
Evvai.

Siamo partiti a inizio febbraio dell'anno scorso, quando la parola che comincia per C e finisce per Oronavirus era solo una notizia lontana e remota.
147 fortunatx ricevettero la mia prima newsletter: tu c'eri? te la ricordi?

Scrivimi dai, un premio per chi le ha lette tutte.

Oggi sei unx dei 481 aficionados, secondo la questura, e vi voglio a tutti u.m.d.b.!

Quindi, edizione speciale!

E cosa c'è di così speciale per me da meritare una newsletter ad hoc e nello stesso tempo continuare la rassegna stampa promessa dei food trend per il 2021 ed oltre?

Esatto, hai indovinato.
Sono loro, i cibi fermentati.
Si, questo è quello che vorrebbero fare i miei amici quando si accorgono che sto per parlare di cibi fermentati
Nella scorsa newsletter abbiamo parlato dei psicotici, psicopatici, ehm, psicobiotici, insomma, di quegli alimenti che fanno bene pure alla nostra mente.
Ci fanno rilassa', per parlare come mangiamo.

La buona notizia?

Eccola: i cibi fermentati, che sono sempre stati riconosciuti come benefici per l’intestino, nel prossimo futuro saranno invece sempre di più considerati come benefici dal punto di visto olistico. Completi. Testa. Cuore. Pancia.
E non lo dico io, ma la scienza!

Insomma, è buono qui, è buono qui. (cit.)

Mmmmm, pensi anche tu quello che penso io?
Cosa ciera in quela bira?
No, dai, per stavolta non parliamo di birra. Peccato.
p.s. Foto di repertorio. Occhiali vecchi, vedi? Ormai sono una persona seria. Trust me.

Parliamo dei fermentati vivi come le verdure fermentate, le bevande fermentate, yogurt e kefir, fermentini e così via: alimenti che diventano un eco-sistema a supporto del nostro ego-sistema.
I Super Saiyan della nostra tavola.

Inoltre, tornando al concetto dei psicobiotici, la recente connessione tra intestino e cervello porta con sé un'idea straordinariamente interessante: per esempio, in Cina, il 44% degli adulti di età compresa tra 18 e 59 anni ritiene che avere un buon intestino riduca gli stati d’ansia.

Riassuntino per chi ha letto veloce:
cibi fermentati vivi → benessere olistico → ricerca di cibi veramente fermentati e con una biodiversità microbica “che funzioni” → no integratori, sì alla vita

Ma 'sta roba, poi, vende? Diranno i miei piccoli lettori.

Snoccioliamo dueddue numeri, giusto per far bella figura davanti ai colleghi quando parlate di budget novità 2021.

p.s. Ma si fanno ancora i budget novità durante la pandemia?
[novità se ne lanciano?]
Invece di pensare sempre al budget e al fatturato, guarda qui come il maestro Barbero ha demolito Fedez e la sua banda cringe parlando di comunismo e reddito universale.
La risposta è si, squallidx capitalista che non sei altro.

Il mercato dei cibi fermentati vivi è in espansione in tutto il mondo. Partendo dai mercati più innovatori, come gli US e di traino gli UK in Europa, è da qualche anno in forte crescita anche in Italia.

Parliamo del mercato specializzato nelle sue rappresentazioni migliori degli healthy store & gourmet store nei paesi anglosassoni come Whole Foods e Planet Organic (lasciatemi lì con una carta di credito illimitata!) e dei negozi biologici nel resto d’Europa (in particolare Francia, Germania e Spagna): è questo il maggior canale di espansione dei cibi fermentati veri.

Un numero solo:
il mercato dei cibi fermentati plant based ha raggiunto i 2 miliardi di dollari con una crescita 2020 vs 2019 del 12%.

E parliamo di Kombucha, verdure fermentate, salse vegetali come lo shoyu, il miso e le proteine vegetali ottenute da processi di fermentazione.

E’ molto interessante, ancora, notare che assistiamo a crescite del mercato superiori al 20% per ogni tipologia di prodotti, fino a crescite di più del 30% per le verdure fermentate, i miso e le proteine vegetali, segno che possiamo aspettarci grossi numeri nei prossimi anni.
Mille miliardi!, direbbe l'ingegner Cane.

Certo, guardare i dati dell'America può essere fuorviante, lo so, è un paese dove il nostro nume tutelare Bernie Sanders è riuscito a racimolare 1,8 milioni di dollari da dare in beneficenza con la vendita di magliette e felpe con il suo meme durante il giuramento di Biden (l'hai visto vero?)
Agevolo il link per i boomer del gruppo.
Fa ridere ma anche riflettere.
E nel nostro caro vecchio stivale, come direbbero al Tg1?

Dare la dimensione di un mercato così nuovo e così innovativo in Italia è molto complesso, proprio perché manca ancora una vera e propria attenzione da parte della distribuzione (specializzata o organizzata che sia) e quindi mancano dei dati solidi.

Supermercati? Negozi bio? Are you listenin'?

Proprio per questo motivo forse è meglio che ci concentriamo nell’analisi dei trend comportamentali dei consumatori, primo segnale di ciò che succederà nei 3-5-10 anni a venire.

Partiamo sempre da lì, dal COVID-19 e da come sto casino stia modificando il comportamento dei consumatori innovatori/healthy ma non solo, e di come la ricerca di “immunity foods” faccia da traino a questa evoluzione.

Nel futuro post-pandemia, nominato da ricerche del settore (es. Mintel) come il “the-new-normal” (non ho ancora capito se questo concetto mi piace o meno. A te?) possiamo così ipotizzare due filoni chiave di comportamento:

attenzione al benessere olistico e complessivo: salute mentale e fisica soprattutto, salute e alimenti personalizzati alle proprie condizioni di salute, sociali e di abitudini alimentari. (si, lo so , l'ho già detto)

consumo consapevole: i consumatori si aspettano che i marchi siano eco-compatibili, ma spesso questo ha un costo aggiuntivo, è quindi molto importante considerare e comunicare nel costo complessivo di un prodotto anche gli eventuali sprechi → per questo motivo valorizzare e trasformare gli sprechi (upcycling) può essere un angolo di attacco strategico, e la fermentazione può aiutare a creare prodotti veramente innovativi.

That's it, direbbe Montemagno.
Ascolta Bernie, perdinci!
Negozi, ve lo chiede anche Bernie!

Ok, finito il pippone.
Anzi no, lo sai che ho scritto un paper (si dice così per fare i fighi, no?) sul mercato dei cibi fermentati, con anche qualche dati in più e tanti grafici colorati.
Ti interessa? Scaricalo qui.

Eccoci qua, newsletter finita anche per oggi.
Grazie per essere arrivatx fin qua, adesso le solite due questioni di rito e ci sentiamo la prossima volta.

Hai qualche argomento che vorresti fosse trattato? Vuoi dire la tua?
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