Copy
Et voiilà <<Qui il tuo nome>>, eccoci a un altro venerdì.
(Lo so che lo sai che il tuo nome appare qui per una magia della newsletter, ma sappi che questa mail è davvero per te e che ci tengo al tuo parere).

Ehi! Oggi è San Riccardo. Auguri a me.

Questa settimana è volata, incredibile.
Sono successe un sacco di cose:
☻ è tornato il freddo e le notti ghiacciate qui in provincia (a proposito, si metterà ancora in moto la macchina? tu ci hai provato?);
mi sono rotto un dito di un piede e no, non facendo la challenge dove si palleggia con la carta igienica (strano che io mi faccia male, eh? "chi mi conosce lo sa" - cit. Alberto Tomba);
☻ stanno spuntando le piantine di basilico che sto testando in una versione nuova di idrocultura simbiotica (ne parleremo)
☻ e, insomma, ho letto un sacco di cose interessanti.
CBCR: Cresci bene che ripasso
Prima di tutto una info tecnica: come avrai notato questa edizione dei miei deliri settimanali è leggermente diversa dal solito. Sono passato a Mailchimp, per darmi un'aura più seria e più professionale e perché si integra meglio con il sito che sto moooolto lentamente costruendo.
Ho tenuto l'impaginazione molto pulita e minimalista, perché - in questi giorni di quarantena è ancora più evidente - l'abbondanza di stimoli culturali e visivi ci porterà sempre di più a una selezione dell'effettiva qualità rispetto all'apparenza e alla ridondanza.
Minimalismo, minimalismo, minimalismo.

Ah, a proposito di minimalismo, se sei uno di coloro che ha fatto Netflix per vedere "La casa di carta 4" uscita oggi, guardati anche il doc Minimalism.
Mi sono appassionato a loro qualche anno fa in un caffè a Copenhagen (mitico caffè studentesco Cafè Retro ora chiuso, ci sei mai stato?) e la mia vita è cambiata. Davvero, eh?
p.s. te l'ho mai detto che Copenhagen è la mia città preferita e ci torno ogni anno? Chissà se quest'anno... E la tua qual è?
Questo è il massimo del disordine che riesco a sopportare
Sempre parlando di "eliminazione della ridondanza" sto notando un'evoluzione della comunicazione in quarantena, che porta appunto verso una maggiore attenzione al messaggio (profondo o leggero che sia) rispetto a tutti i ghingheri intorno.
Un esempio?
Le dirette su Instagram.
Ok, hai ragione, le dirette su Instagram hanno anche un po' reso e io tendenzialmente non le guardo mai, ma il loro fiorire, spesso con qualità video scarsa, immagini sgranate e rallentate per via dei collassi della rete di questi giorni, rappresenta secondo me il desiderio di andare più alla sostanza dei contenuti e verso la relazione diretta.

Altro esempio: mi sto appassionando alle video ricette che fa Bruno Barbieri su Youtube. (ti ho messo la mia preferita qui sotto!)
Tecnicamente sono video brutti, girati male, tagliati ancor peggio ma... ma sono fantastici perché veri e veraci e per il loro aprire una finestra sul quotidiano di uno degli chef più famosi d'Italia che con umiltà e simpatia ci racconta la sua quarantena. E poi ogni video è costellato di tantissimi "coooshy!" e ogni volta muoro (cit.) dal ridere.

Quanto siamo belli noi bolognesi, dai. Ammettilo.
Guardalo, fa sbragare.
 
Cooooshy!
DISCLAIMER: QUI PARTE IL PIPPONE

Collegando queste riflessioni con il mio lavoro (perché questa newsletter, in realtà, dovrebbe parlare di lavoro) pensavo:
come sarà il futuro post-Covid nella ricerca e sviluppo alimentare? Come cambierà il mondo della ristorazione e dei bar? Cambierà il nostro modo di fare la spesa? E sopratutto, cambieranno le relazioni tra clienti, produttori, fornitori, agricoltori e chi più ne ha più ne metta?

Tu che pensi? Mi scrivi due righe due? Dai.

Intanto ti dico la mia.
Io penso proprio di si, e lo spero con tutto il cuore.
Oggi siamo tutti concentrati su quando e come potremo uscire di nuovo di casa dopo aver sconfitto o meglio allentato la morsa del virus.
E ci sta. Ci mancherebbe. Io per primo segno i giorni sul muro come un carcerato dei fumetti.

La cosa più bella secondo me che ci sta donando questo momento impegnativo è accorgersi finalmente che ogni gesto individuale conta.
Ogni singolo gesto.
Quante volte in passato mi sono sentito dire da amici: "io non faccio la raccolta differenziata perché tanto che io la faccia o meno non cambia nulla!", oppure "vabbè, io continuo a mangiare carne da allevamenti intensivi / usare l'auto anche quando non serve / comprare prodotti che sfruttano il lavoro di persone come noi in giro per il mondo perché tanto, che io lo faccia o meno, cosa cambia nel totale?"
Giusto? Quante volte te lo sei sentito dire anche tu. O l'hai detto, magari.

Ecco, il lock-down ci sta dicendo: tutto conta. Tenere duro conta anche se è dura. (Hold on, hold on / Everybody hurts / You are not alone --> I Rem <3).

Se stiamo a casa il contagio cala. Se stiamo a casa l'inquinamento cala.
Metto qui la foto del gatto che mi ha regalato Google per smorzare la tensione
Ecco cosa mi aspetto dal domani.

Una nuova consapevolezza che si rovescerà su tutti i campi del nostro quotidiano: quello della sostenibilità (parola vuota, lo sappiamo) in primis.

Ti consiglio di leggere l'ultima intervista di Rifkin sulla Repubblica (è su Rep - mannaggia a loro: anche tu pensi che dovrebbero sospendere i contenuti a pagamento in questo periodo?), ti passo il link del rilancio su altri siti qui.

La globalizzazione è morta. Di nuovo. (ma è mai stata veramente viva?)
[oddio che flash, mi vengono in mente gli anni del liceo, di Genova e di Naomi Klein].
Pensare globale, agire locale.

E' veramente giunto il momento per ricominciare a costruire, a RIGENERARE il tessuto culturale, sociale, agricolo e produttivo delle nostre comunità. Partendo dalle conoscenze e dalle relazioni.

Mi vengono in mente anche le parole di Jane Goodall alla conferenza stampa di inaugurazione dello scorso Biofach:
"It is probably most important that everyone understands that each one of us makes an impact every day – and those of us lucky enough not to be living in poverty have a choice. We can ask, when we buy something, if its production harmed the environment, involved cruelty to animals, or child slave labour. We must alleviate poverty, for if you are really poor you cut down the last tree, fish the last fish – because you HAVE to, in order to survive. And we must each try to live more sustainably, leave as small an environmental footprint as we can. And we must face up to human population growth and try to help people choose to have small families. Before it is too late."

Non ci sono più scuse.
Se non c'erano scuse prima di questo grande casino in cui siamo finiti, ancor meno ce ne saranno dopo.

Sono ottimista, e non vedo l'ora di tirarmi su le maniche (del pigiama).

Adesso... ciao!
(Cavolo, forse ho scritto troppo a sto giro)
Questa gif è sopratutto per il mio barbiere <3
Che ne pensi? Scrivimi!
Facebook
Instagram
LinkedIn
Website
Email
 Oggi è un bel giorno per fare un regalo al tuo collega di scrivania o al tuo capo che ha sempre bisogno di idee nuove. Inoltragli questa newsletter. Evviva! Oggi è un bel giorno per fare un regalo al tuo collega di scrivania o al tuo capo che ha sempre bisogno di idee nuove. Inoltragli questa newsletter. Evviva!
Copyright © 2020 Riccardo Astolfi, Tutti i diritti riservati.


<<Qui il tuo nome>>, ricevi questa email perché sei uno dei fortunati iscritti alla mia mailing list. Non vuoi più ricevere i miei aggiornamenti? Dici sul serio? Ok, lo capisco. 
Torna nel triste silenzio senza stimoli cliccando qui
Vuoi modificare qualcosa?

Email Marketing Powered by Mailchimp