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<<Qui il tuo nome>>, pensi dovrei aggiornare la mia foto qui sopra con una più estiva?
Dimmi tutto!

A parte questo, <<Qui il tuo nome>>, voglio raccontarti una cosa.
Domenica pomeriggio, mentre aspettavo che il pane lievitasse, guardavo le api volare sul mio terrazzo.
In questi giorni l'erba cipollina è in fiore ed è meraviglioso vederle annusare e sfiorare quei petali violetti profumati prima di tuffarcisi dentro in un'estasi d'amore.
Sono un poeta, lo so.

Io con le api ho sempre avuto uno strano rapporto. Da bambino le amavo "a distanza" (in questo periodo storico, amare a distanza mi risuona abbastanza): mio padre aveva qualche colonia sui colli bolognesi e mi ricordo il vaso gigante di miele di castagno da cui, ogni sera, prendevo un abbondante cucchiaino coccoloso (e una bella botta di zuccheri prima di andare a letto, evvai).
Poi, un giorno è tornato a casa come "The Elephant Man", dopo che un'arnia si era rovesciata in un trasferimento un macchina.
Paura.
Volevo mettere la facciona di The Elephant Man ma mi faceva troppa paura, quindi...gobba, quale gobba?
Poi io mica l'ho visto "The Elephant Man", ma era così che lo chiamava mia madre. Sempre gentili a casa Astolfi.

Adesso le api le amo, tranne quando vogliono a tutti i corsi infilarsi nel bicchiere di birra. (Ti è mai capitato? Prova a andare in qualsiasi rifugio in Alto Adige! Un consiglio, metti il sottobicchiere sopra il bicchiere.)

Pensando alle api, a quei piccoli e pelosetti esserini, mi sono venute in mente le ciliegie.
Siamo in stagione, dopotutto.
Cherry picking.
Sai cosa significa "cherry picking?"
Come un'ape va di fiore in fiore, spesso a noi piace raccogliere dall'albero delle ciliegie solo quelle più rosse, le più mature, quelle che ci piacciono di più.
E così, a volte (in realtà quasi sempre), facciamo con le informazioni: in un attimo vogliamo e cerchiamo conferma delle nostre idee, giuste o sbagliate che siano, proprio perché ci nutriamo - di proposito - soltanto delle idee e delle informazioni che confermano le nostre teorie.

I famosi bias di conferma.

Restando nel mondo alimentare, il nostro amato wonderFOOD world (bella questa eh?), in questo modo siamo sempre sicuri che un prodotto o un ingrediente faccia bene o faccia male, sia costoso o economico, piaccia o meno proprio perché leggiamo, ci informiamo e parliamo solo con coloro che la pensano come noi. Ci infiliamo così in un vortice ricorsivo dove ci incensiamo di quanto siamo bravi e belli.

Quante riunioni di sviluppo e di marketing sono andate così?
Io ne ho fatte tantissime.
Dai, confessa.

La storia delle api è bellissima. Vuoi saperla?
Da anni ormai leggiamo ovunque che le api stanno morendo, che sono in pericolo, che il numero di colonie in giro per il mondo sta drammaticamente calando a doppia cifra e tra un po' non avremo più nè api, nè miele nè tutto quello che di bello le api fanno per noi. Tranne pungerci.

L'ho letto ovunque, specie nella mia cerchia di bohemien radical chic.
C'è solo un problema in tutto questo: è falso.

Prima che tu mi possa lanciare una manata di polline in faccia (e io potrei morire, vista la mia allergia), ti rimando a questo link.

Dati scientifici, snocciolati come una ciliegia acerba, uno dopo l'altro.

Bias di conferma. Dicevamo.

E ancora, il paradosso:
le api, facendo qualcosa di bello per noi umani - miele, polline, pappa reale, impollinazione, frasi romantiche, citazioni sull'operosità, ecc ecc - sono da noi protette. E trattandosi quindi di vero e proprio allevamento, sono coccolate, curate e sostenute in caso di necessità (quando d'estate la siccità o l'estrema piovosità rende difficile per le api nutrirsi, gli apicoltori preparano una pappa sciropposa tipo Matrix per loro).

Cosa significa?
Che le api rispetto alla restante biodiversità di insetti e sopratutto di insetti impollinatori sono dopate, giocano a un altro sport (sono tipo la Juve degli insetti, e non in senso positivo) e gli altri imenotteri & co. ne soffrono e loro si che rischiano la morìa.
Io tutte le volte che sento la parola "morìa" penso a questa scena
Povero bombo, tanto bistrattato quanto carino (e non solo per il nome).

Lo stesso discorso potrebbe essere applicato per ogni razza allevata (e pianta coltivata), con drammatiche conseguenze sulla biodiversità, sul clima e sulla cultura. In pratica, quello che succede da decenni ormai.

<<Qui il tuo nome>>, la sapevi questa storia sulle api?
Parliamoci chiaro. Le api sono belle, io le amo così come amo le aziende che producono e vendono miele, specie quelle dove lavori tu, si tu, che leggi questa newsletter. Ma non sempre i buoni sono immacolati e i cattivi sono da eliminare, anzi.

Hasta il pensiero critico, sempre.
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