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Caro DatoNatale...
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Questa newsletter è la penultima del 2018 e sarà diversa da quelle che hai letto finora. Volevamo mettere insieme dei doni per civic hacker da incartare e mettere sotto l'albero, qualcosa di fisico e tangibile per cominciare a districarsi nel mondo del civic hacking. Le cose hanno preso un'altra piega: Valentina Bazzarin, rispondendo ad Erika su Twitter, ha usato "#DatoNatale" (nel caso non fosse chiaro, un gioco di parole tra Babbo Natale e i dati) e abbiamo deciso che questa era la direzione giusta per questo numero. Non troverai i soliti link con il libro in calce, ma una letterina che raccoglie le richieste emerse da Twitter - un po' da sognatori, un po' no - di svariati civic hacker italiani.

Ps. Se sei nella posizione di soddisfare alcune di queste richieste, fallo: potresti aggiungere ufficialmente al tuo curriculum "Piccolo Aiutante di DatoNatale (se perfino Babbo Natale appalta i suoi servizi a genitori più o meno stressati, non vedo perché DatoNatale dovrebbe fare diversamente).

Se vuoi sottoscriverla o condividerla, fallo pure, ma ricordati di citare noi e il buon #DatoNatale.

#DatoNatale


Caro DatoNatale,

qui siamo tutti adulti: lo sappiamo che, probabilmente, non esisti e, anche se esistessi, non potremmo chiederti di risolvere tutti i problemi dell'attivismo (digitale o meno). Vogliamo pensare che, però, tu nasca da qualcosa di reale, come il tuo quasi omonimo Babbo Natale, insomma una verità che diventa leggenda.

Quest'anno siamo stati piuttosto bravi: abbiamo cercato di partecipare a tavole rotonde e forum, abbiamo fatto richieste di accesso civico - a volte andate a buon fine, a volte no -, abbiamo cercato di fare monitoraggio su dati e azioni concrete, abbiamo creato nuovi strumenti, abbiamo cercato di far progredire la discussione sull'openness anche in Italia. Quindi siamo autorizzati a chiederti qualcosa, no?

Vorremmo avere accesso ai dati, non solo perché fa figo rilasciarli. Vorremmo avere anche i dati scomodi, quelli di interesse pubblico, quelli che possono permetterci di capire il presente. Vorremmo far avere alle prossime generazioni gli strumenti per misurare questi strani anni Dieci, quasi Venti.

A proposito di dati, sotto l'albero ci piacerebbe trovare dati davvero aperti: ci piace farci cose con i dati - non solo la carta da parati del tinello. Se non fosse troppo disturbo, vorremmo anche quei dati "utili", rilasciati con l'idea che tutti lavoriamo nella stessa direzione, non con l'idea "ma di cosa vi lamentate, tanto sono dati, no?".

Dato che fare cose con i dati ci piace, vorremmo anche trovare dataset che possiamo far parlare tra di loro con poca fatica (magari anche con dei metadati coerenti e chiari). I dataset ci piacerebbe fossero disponibili via API, lo sai che siamo un po' smanettoni, no? Ci piace fare cose anche con i computer e, a loro, quelle cose lì piacciono. Se fossero tutti nello stesso posto e compatibili con dataset di altri Paesi, sarebbe il massimo.

Vorremmo riuscire ad incontrarci più spesso - non è che potresti condividere con noi il segretuccio della slitta magica e le renne, vero? A volte ci sentiamo soli, oppure ci sembra che i nostri sforzi siano vani perché, anche se parliamo spesso con persone piene di buona volontà, la verità è che la volontà dei singoli non basta.

A proposito di volontà dei singoli, vorremmo che ci fossero meno orticelli e più senso di interesse collettivo. Anche se a volte non è chiaro, ci piace pensare che stiamo lavorando tutti nella stessa direzione: attivisti, Amministrazioni, formatori, consulenti.

Caro DatoNatale ci piacerebbe che tutti, ma soprattutto le Pubbliche Amministrazioni, non si reinventino cose già esistenti, ma provassero a calarle prima nel loro contesto. Aggiungiamo inoltre: ti prego fa sì che le PA NON rincorrano gli hype del momento solo perché fa figo.

Come ultima cosa, ma forse avremmo dovuto metterla in alto, ci piacerebbe avere dati di fatto. Forse lo sai già, ma l'apertura di copertura (un nome in italiano provvisorio per l'open-washing) ci spaventa, forse perché non sappiamo bene come affrontarla.

Dopodiché, dato che siamo venali e i pacchetti scintillanti ci piacciono, ti chiediamo, per la nostra libreria, di farci trovare qualcosa per riflettere sull'openness. Da poco abbiamo ricordato Aaron Swartz, un hacker-attivista, e ci piacerebbe avere il dvd del documentario che parla di lui e il libro con i suoi scritti. Se ti avanza un po' di posto nella slitta, anche qualche kit targato Arduino o Public Lab non sarebbe male (magari abbinato al Data Science Toolkit di Pete Warden). Siamo anche piuttosto nerd, quindi ci piacerebbe anche un servizio di stampa di dataviz su maglietta tutto automatizzato. Ok, forse stiamo esagerando...

Non ti mettiamo nessun link perché non vogliamo fare la fine del povero bimbo sbeffeggiato online perché a Babbo Natale aveva scritto l'intero URL di Amazon, invece del regalo che voleva. Comunque lo sappiamo che con le ricerche in Rete te la cavi bene.

Ti lasciamo un bicchiere di grappa vicino all'albero, nel caso ti serva.

Ps. Abbiamo presupposto che tu fossi maschio (i dati in italiano lo sono), ma se non è così, non restarci male e faccelo sapere così ci correggiamo.

 
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Questa mail ti arriva perché ti interessa restare aggiornata/o sulla situazione del civic hacking in Italia (e qualche occasionale spunto dall'estero). La newsletter è curata da Erika Marconato e Matteo Brunati (stiamo anche lavorando ad un libro per raccontare il civic hacking in Italia).
 
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