Newsletter di Daniela Gasparini.

NEWSLETTER N. 38/2015


18 novembre 2015


PARIGI 

Quello che è successo a Parigi ci chiama a grandi responsabilità perché vengono messe sotto attacco la civiltà della convivenza, la nostra democrazia, il nostro futuro.
 
Siamo di fronte a una guerra globale che colpisce indiscriminatamente uomini, donne, bambini in ogni parte del Mondo: il terrorismo ha colpito Egitto, Turchia, Pakistan, Tunisia, Filippine, Russia, New York, Parigi e tutti i Paesi del Medio Oriente e minaccia anche noi italiani. Una guerra che non risparmia nessuno, né laici, né cattolici, né musulmani. Non può essere una guerra di religione, è una guerra alla democrazia



In figura, nei Paesi in colore rosso scuro la più rilevante minaccia percepita è Isis
Fonte: PEW Research Center


La democrazia (governo del popolo) non distingue tra persone di razza, genere e religioni diverse. In questo mondo globale questo è l’unico modo per vivere in pace. Solo la democrazia permette a chi vive in una nazione di partecipare alla scelta delle regole comuni e poi di farle proprie, al di là del sesso, della razza e della religione. Con questi attentati alla cieca, che colpiscono la quotidianità delle persone, una frangia estremista, minoritaria e terrorista vuole far cambiare il modo di vivere, le abitudini e le idee di tutti gli altri, laici, cattolici, musulmani, bianchi o neri che siano. Vuole farci vivere nella paura e farci diventare nemici uno dell'altro.
 
Dobbiamo reagire! E per reagire con determinazione ma sempre “democraticamente”, dobbiamo sostenere alcuni processi chiave:
  • Che l’Europa finalmente sappia costruire un’alleanza con Russia e America per fare fronte comune contro queste barbarie con una strategia comune.
  • Che, forte di questa nuova alleanza, l'Occidente tenti l'impossibile per portare a un tavolo tutti i Paesi del Medio Oriente, stabilendo un minimo comun denominatore e sollecitando i governi islamici a prendere posizione.
  • Che la più ampia coalizione possibile si focalizzi sulle centrali e sul sistema di approvvigionamento dei terroristi mirando gli inevitabili interventi armati ma evitando di "sparacchiare", come dichiarano in gergo gli esperti militari degli stessi Paesi protagonisti quando ammettono risultati controproducenti.
  • Che ci sia, da parte di tutte le nazioni europee, un maggior controllo teso a scongiurare infiltrazioni di terroristi insieme agli immigrati che arrivano scappando dalla guerra e dalla fame (causata dagli stessi terroristi). I numeri dei controlli italiani sono garanzia di un buon lavoro svolto dalle nostre forze dell’ordine (57.000 controlli) ma ci deve essere la certezza che questo avvenga ovunque gli immigrati approdano.
  • Che ci sia un inasprimento dei controlli locali nei territori perché si è visto che molti terroristi sono nati e cresciuti nelle città europee. 
E, a casa nostra, che si zittisca l’indegna speculazione politica “modello Salvini”, che aggiunge paura razzista alla giusta paura del terrorismo! In Italia vivono 1.600.000 immigrati musulmani che lavorano, integrano la nostra economia e vivono insieme a noi. Con loro dobbiamo fare un patto per difendere la democrazia, a loro dobbiamo chiedere aiuto per individuare le infiltrazioni e, ahimè, le teste calde attratte dalla pazzia sanguinaria di IS come da un videogioco.
 
Dovremo essere risoluti ma sempre difendendo i nostri principi e i nostri valori di convivenza civile (con chi è civile), di solidarietà e di rispetto delle diversità. 

Daniela  

MILANO SFIDA IL MONDO SE È METROPOLITANA

Expo è diventata la porta di accesso del Mondo all'Italia, un simbolo per il Paese e motivo di orgoglio per i milanesi che sono riusciti a presentare, con il contributo del Governo, un’organizzazione e una proposta di contenuti che ha catturato l'attenzione di 21 milioni di persone. EXPO è stata la dimostrazione concreta delle capacità degli italiani, un simbolo dell'impegno di ritornare a essere uno dei Paesi più innovativi dal punto di vista economico e sociale.
 
Non a caso quindi il Governo intende svolgere un ruolo attivo anche nella definizione dei progetti del post-Expo: quell'evento e quell'area sono diventati simbolo della riscossa e del cambiamento in corso. Il consiglio dei Ministri ha stanziato 150 milioni di Euro come primo finanziamento nella Società per il "riuso" delle aree della manifestazione e Matteo Renzi, al Piccolo di Milano, ha illustrato le idee del Governo per l’area.
 
Ma non mi stanco di dire che questa sfida sarà vinta solo se si intreccia con il nuovo disegno istituzionale che sta impegnando gli amministratori dei 134 Comuni che compongono la Città Metropolitana di Milano, perché il confronto e la competizione con le altre aree metropolitane europee non può essere che a questo livello.
 
Per questo io credo che oltre al ruolo simbolico e strategico delle aree EXPO, occorre che il Governo si faccia anche carico di accompagnare il processo attuativo della Città Metropolitana, rimuovendo gli ostacoli legislativi, finanziari e politici che rischiano di non dare a questa nuova istituzione il ruolo che la legge istitutiva riconosceva e richiedeva. A maggior ragione questo vale per la Città Metropolitana di Milano alla quale il Governo chiede di essere "la locomotiva" d'Europa!

MILANO METROPOLITANA: CAPITALE DELLA SALUTE 

Il Piano Strategico della Città Metropolitana fa emergere la complessità milanese e i grandi progetti in corso richiedono una visione e una regia complessiva. Occorre fare rete e mettere in rete, occorre superare frammentazioni e aiutare (obbligare?) a "fare sistema", a partire dal progetto presentato per le aree Expo. In questo contesto assume particolare rilievo il ruolo che avrà l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova per lo studio del genoma.
 
Non c’è ombra di dubbio che questa iniziativa si intreccia con quanto sta accadendo nel Nord Milano con l'avvio dei lavori per la "Città della Salute" di Sesto San Giovanni. Oltre 450 milioni di euro (già finanziati) per trasferire due eccellenze nel campo della ricerca e della salute: l’Istituto Neurologico Carlo Besta e l'Istituto Nazionale dei Tumori.
 
Quello che avverrà nell'area Expo e a Sesto, dovrebbe ridisegnare il sistema milanese nel campo della salute, coniugando la cura e il sistema ospedaliero con la ricerca, la tecnologia, la capacità produttiva e imprenditoriale. Milano è già un’eccellenza europea nel campo della salute, ma per poter essere ancora più forte e competitiva il sistema milanese deve cogliere le opportunità di trasformazioni delle aree Expo e delle aree ex-Falck, ripensando anche al relativo sistema dei servizi indispensabili per essere attrattivi: trasporti metropolitani, accoglienza, ambiente. Il fatto che il Governo si senta parte in causa fa ben sperare.

PRIMARIE? MA COME SI SCEGLIE UN CAPO? 

La recente telenovela di Marino, ex-sindaco di Roma, e la prospettiva delle elezioni amministrative di primavera in altre grandi città ha riaperto un tema di fondo: come "si scelgono" i leader, i segretari generali, i presidenti o i sindaci? 

Copyright "Il Foglio" - Vincino

Un buon "capo" dovrebbe avere ed essere un mix equilibrato di profilo personale umano, competenza tecnica e rappresentanza sociale e politica. Solo così saprà e potrà fare squadra, portare avanti le idee e poi saper passare dall’idea al progetti concreti e fattibili.
 
Ma le "primarie" sono adatte a garantire scelte così delicate e importanti per le comunità? Alla prova dei fatti sembrerebbe di no... Marino, scelto con le primarie dal PD, è una bella persona e uno stimato professionista, ma non è bastato. Per fare buona amministrazione devi scegliere (o creare) la squadra giusta, coltivare il sostegno del partito che ti ha proposto, realizzare quello che hai sostenuto durante la campagna elettorale. Dopo aver visto gli esiti delle primarie del PD e lo strascico che lasciano nella post-competizione, io ritengo che questo strumento andrebbe ripensato. Le primarie non sempre scelgono il candidato più "bravo capo".
 
E a Milano? Sala, Fiano, Majorino: hanno competenze amministrative, ottimi profili personali, tutti e tre hanno un’ottima rete di conoscenze. Saranno gli iscritti e gli elettori a scegliere. Personalmente ritengo che per Milano occorra un candidato politicamente forte perché dovrà gestire la complicata fase di transizione verso la Città Metropolitana.
 
Chi sarà eletto dovrà governare Milano con 9 presidenti dei Municipi (anch’essi eletti direttamente dai cittadini), sarà automaticamente sindaco della Città Metropolitana, dovrà negoziare con Regione e Governo per ottenere maggiori autonomie per la Città Metropolitana, dovrà presiedere la Conferenza dei Sindaci Metropolitani e coordinare le aree omogenee. Dovrà soprattutto, negoziare, programmare e gestire servizi strategici di base (trasporti, acqua, rifiuti) non solo per i milanesi ma anche per altri 133 Comuni. Insomma, un super-capo.

LOTTA ALLA CRIMINALITÀ, SOSTEGNO ALLE IMPRESE ONESTE 

Con il via libera al nuovo codice antimafia, l’Italia adesso ha uno strumento rigoroso contro i boss. Le nuove norme intervengono in particolare sul sequestro e la confisca dei beni provenienti da illeciti arricchimenti.
 
Saranno colpiti anche i reati contro la Pubblica Amministrazione, il favoreggiamento e il crimine del "caporalato". Nato dalla spinta popolare grazie alla mobilitazione di Libera e Cgil, il Codice Antimafia è pensato contro il crimine ma allo stesso tempo prevede misure economiche per tutelare il lavoro delle aziende finite sotto sequestro. Per approfondimenti, allego il dossier di sintesi.

CENTRO ASSISTENZA MINORI (CAM) 

Il riordino delle competenze tra Stato, Regioni e Città Metropolitane ha fatto emergere contraddizioni e incertezze su chi dovrà farsi carico di servizi che l’ex-provincia di Milano aveva negli anni garantito ai comuni e ai cittadini milanesi. In particolare il CAM che è un servizio per bambini e bambine sottratti alle famiglie da parte del Tribunale per i Minorenni a causa di situazioni familiari non idonee per garantire loro una crescita armonica e serena. Bambini in attesa di essere adottati, bambini in attesa che si risolvano gravi problematiche familiari.
 
La Legge non permette alla Città Metropolitana di farsi carico di questo servizio perché non più di sua competenza e adesso il servizio CAM, così importante ed eccellente, è a rischio. Io e l'on. Ezio Casati abbiamo partecipato all’audizione nella Bicamerale Infanzia e sosteniamo l’esigenza di garantire il funzionamento del Centro Assistenza Minori con risorse statali e regionali per l’anno 2016, permettendo nel frattempo la ricerca di soluzioni affinché il servizio possa continuare. Per chi volesse conoscere meglio il servizio e la sua storia, allego la presentazione

IN BREVE...  

SCUOLA
Dopo anni finisce il precariato nella scuola: il MIUR ha inviato 48.794 proposte di assunzione per la Fase C del disegno di legge Buona Scuola. In media ci saranno 7 insegnanti in più per istituto. Un altro impegno mantenuto. In tre anni saranno 180.000 gli assunti con la Buona Scuola con 3 miliardi di Euro di investimenti.

INVESTIMENTI
Sono stati approvati investimenti per 900 milioni per misure urgenti per il territorio italiano. Sono 12 i progetti finanziati dal Consiglio dei Ministri: 50 milioni per Bagnoli; 150 mln per bonificare la Terra dei Fuochi; 150 mln per il Post-Expo; 200 mln per Roma Giubileo; 100 mln al Servizio Civile; 50 mln per Emergenza Maltempo; 25 mln per le manutenzioni delle Case Popolari; 100 mln per lo Sport in periferia; 25 mln per la Tax Credit; 10 mln per l’Export; 40 mln per Sardegna e Calabria. 

ITALIA
"L’Italia è ripartita, la realtà è più forte delle ideologie". Vi allego qui questa "E-News" di Matteo Renzi.

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