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Newsletter di Daniela Gasparini.

NEWSLETTER N. 42/2016


6 aprile 2016

TRIVELLE? SI VOTA? O ANCHE NO?

Ci ho pensato a lungo perché ho sempre considerato un diritto/dovere andare a votare. Però mi sono convinta che per questo referendum (che per essere valido deve raggiungere il quorum del 50% +1 degli aventi diritto al voto) l'astensione può essere un modo "tecnico" per mantenere la legge in materia così come é già stata modificata in questi ultimi due anni.
 
Stiamo parlando di 66 concessioni estrattive (pari al 10% del fabbisogno nazionale) di cui 21 trivelle entro 12 miglia dalla costa, quelle coinvolte nel referendum. Questa modalità di sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio (che è lavoro) è già super controllata e in equilibrio con la tutela dell'ambiente.
 
Queste sono le motivazioni del mio NON andare a votare al referendum delle trivelle:
  • Ci sono già norme che, anche grazie alle conversioni di legge dello "Sblocca Italia", assicurano garanzie ambientali nel rilascio di nuove autorizzazioni (commi 6, 6bis e 6ter dell’articolo 38 dello "Sblocca Italia") e rendono il nostro Paese il più sicuro a livello europeo: a) valutazione ambientale preliminare, b) valutazione di impatto dei progetti e delle opere, c) verifica della capacità tecnica, economica ed organizzativa dei soggetti autorizzati, d) sede sociale in Italia o EU, e) fideiussioni bancarie e assicurative per opere di recupero o incidente ambientale.
  • La Legge di Stabilità ha già cancellato la possibilità di fare – nuove – trivellazioni nelle aree marine nel raggio delle 12 miglia, anche per quanto riguarda i procedimenti in corso (cioè le istanze presentate o in istruttoria ma non ancora concluse). In questi ambiti sono fatti salvi solo i titoli abilitativi già rilasciati per la durata della vita utile del giacimento.
  • Quindi non è vero che “continueranno a trivellare le nostre coste” perché stiamo parlando solo di impianti già esistenti e sempre nel rispetto di norme di sicurezza e di salvaguardia ambientale stringenti.
Con tutto il rispetto per tante nobili battaglie di Greenpeace, la loro stupenda barca sembra un po' "radical-chic", con sullo sfondo la piattaforma dove è facile immaginare operai sporchi di petrolio...
Fonte: foto Ansa da www.ilpost.it
 
  • Il Governo ha tenuto conto anche di ragioni industriali, legate all'impatto economico e occupazionali di questi impianti: i posti di lavoro per prima cosa, la dipendenza energetica, la riduzione di investimenti e fatturato.
  • Gli impianti sono concentrati in Adriatico centro-settentrionale, nell’offshore della Calabria e in Sicilia: si tratta di concessioni da cui si estrae soprattutto gas, rilasciate negli anni ‘70 e, per oltre la metà, in scadenza nei prossimi 4 anni. Dal momento che questi impianti esistono è ragionevole utilizzarli nel modo più efficiente fino ad esaurimento, senza con questo rinunciare ad una moderna transizione energetica più sostenibile che purtroppo non avverrà dall’oggi al domani.
  • È fuorviante piegare la discussione sul referendum del 17 aprile ad uno scontro tra "chi è a favore delle trivelle" e "chi è a favore delle rinnovabili"; piuttosto è necessario mandare avanti il disegno complessivo della Strategia Energetica Nazionale, in sintonia con gli impegni Europei: Pacchetto Energia 2030 e Accordo di Parigi.
Insomma, più mi informo su questo tema (che è assai tecnico) più mi convinco che il referendum sia inefficace: qualche migliaio di posti di lavoro in meno in cambio di zero benefici ambientali. Spero almeno che porti un contributo a una successiva discussione seria sul futuro energetico complessivo del Paese e non sia molto rumore per nulla (ora si parla delle cozze che prosperano sotto le trivelle).
 
Daniela

 

ALL'ULTIMO MINUTO, ANCORA PETROLIO...

Ed ecco, fresco fresco, il caso Guidi & petrolio Total. E le conseguenti indignate richieste di sfiducia al Governo, alla Boschi, a Renzi, ai petrolieri, all'Italia tutta. La mia prima reazione è solo una sintesi di freddi "enunciati logici"... senza mancare di rispetto a nessuno degli indagati e degli indignati:
  • In Italia servono lavoro e investimenti? Sì, è vero. Quindi ha fatto bene il Governo a sbloccare posti di lavoro e investimenti a Tempa Rossa.
  • La signora Guidi ha il compito di promuovere leggi ed emendamenti per sbloccare lavoro ed investimenti in Italia? Sì, è vero. Allora bene aveva fatto a presentare l'emendamento Tempa Rossa.
  • La signorina Boschi ha il ruolo di verificare d'ufficio tutti gli emendamenti? Sì, è vero. Quindi bene ha fatto la signorina Boschi a passare l'emendamento di sblocco dei lavori a Tempa Rossa.
  • La signora Guidi ha il ruolo di sussurrare affettuose "dritte" a privati, mariti e parenti? No, assolutamente no. Beh, se lo ha fatto, allora la signora Guidi è bene che si sia  dimessa.
Detto questo in merito al quadro generale ed alle (vere o presunte) segnalazioni dell'ex-Ministro Guidi, ci sarebbe da entrare nel merito e leggere il torbido e malefico emendamento in questione, quello della Guidi, alias Boschi, alias Renzi, alias Governo.
 
A leggerlo, questo emendamento sembra piuttosto un’innovazione riformista, all'americana, che cerca di modernizzare il processo burocratico delle autorizzazioni. Invece di mantenere il rito italo-bizantino delle doppie autorizzazioni, dei tripli livelli istituzionali, della quadrupla firma, l'emendamento dice: “[…] nella Legge di Stabilità 2015, al comma 552, è introdotta l’estensione dell’autorizzazione unica anche per le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi in raffineria, alle opere accessorie, ai terminali costieri e alle infrastrutture portuali strumentali allo sfruttamento di titoli concessori esistenti […]”.
 
Quindi (a parte, lo ripeto, le inopportune confidenze dell'ex-Ministro Guidi fuori ruolo), a chi non è offuscato dall’odio politico appare chiaro che si tratta del solo modo possibile per accelerare i processi e per togliere potere alla burocrazia dei livelli amministrativi, senza nulla togliere al rigoroso controllo delle scelte tecniche. Era la promessa di questo Governo, snellire e modernizzare il Paese, una promessa che questo Governo sta mantenendo. Se un’opera, dopo una giusta, doverosa, accurata, lunga (anni) e dettagliata valutazione di tutti i poteri interessati, è approvata, allora si realizza. Punto. E la Total (azienda francese, europea) e i lavoratori della Total a Tempa Rossa era questo che chiedevano.

DEPUTATI PD NORD MILANO

Lo Statuto della Città Metropolitana prevede delle "Aree Omogenee" per promuovere un nuovo livello di collaborazione tra i Comuni. In particolare, l'area omogenea del Nord Milano è composta da 7 Comuni e, io e il mio collega deputato Ezio Casati, che conosciamo bene questo territorio (siamo stati sindaci, io per 13 anni a Cinisello Balsamo e Casati per 10 anni a Paderno Dugnano) stiamo portando un contributo.
Una sfida che richiede molte energie e buoni collegamenti con Regione e Parlamento, per far conoscere e attuare le leggi che impattano sull’organizzazione delle istituzioni locali: il referendum confermativo della Riforma della Costituzione, i decreti attuativi della Riforma della PA e le tante leggi settoriali che hanno ricadute sul territorio.
La prima iniziativa si è già svolta il 19 marzo scorso a Cinisello Balsamo con la presenza del sottosegretario Luciano Pizzetti per conoscere e approfondire le modifiche alla Costituzione che saranno oggetto del referendum di ottobre 2016.

"DOPO DI NOI":
INCONTRO A PADERNO DUGNANO

Nell'ambito dell'impegno che mi sono presa con Ezio Casati, in veste di Deputati impegnati nel Nord Milano, in data 8 aprile 2016, abbiamo promosso un incontro rivolto alle famiglie con persone disabili.

"RESPONSABILITÀ PERSONALE SANITARIO": INCONTRO A CINISELLO BALSAMO

Può capitare che un medico prescriva protocolli e test al di là del bisogno, esponendo il paziente a rischi aggiuntivi; o, al contrario, che eviti di prendersi carico di pazienti con gravi e particolari problemi. In entrambi i casi potrebbe farlo al fine di evitare la propria esposizione a un giudizio di Responsabilità per Danni. Ma così facendo, in entrambi i casi si genera un disservizio: o un danno di tipo economico, con una spesa inappropriata per i servizi sanitari, o un danno al paziente, alla ricerca di un professionista disposto a farsi carico del suo caso.
 
Con il testo approvato recentemente alla Camera si cerca di affrontare questo problema e, sempre nell'ambito della iniziativa Deputati PD Nord Milano, ne parliamo il giorno 18 aprile a Cinisello Balsamo.

ACQUA PUBBLICA

In questi giorni ricevo moltissime e-mail di protesta perché si ritiene che, con il provvedimento "Gestione Pubblica delle Acque" che stiamo per adottare alla Camera, "aiuto! si privatizza l’acqua!!" ... ma non è così, mettiamo ordine.
 
Ricordo che l'ACQUA, intesa come H2O vera e propria, come reti e come infrastrutture idriche, era e rimane PUBBLICA. Di più, le funzioni che riguardano l’acqua sono inserite tra le funzioni fondamentali dei Comuni ai sensi dell’art. 117 della Costituzione. L’equivoco riguarda la GESTIONE, che viene lasciata a discrezione dei Comuni per opportunità e convenienza economica: saranno i Comuni a decidere se gestire il servizio idrico attraverso l’in-house (gestione di aziende pubbliche), se scegliere la gestione attraverso società miste pubblico/privato, se indire gare per la gestione attraverso concessioni.
 
Allego una scheda che spiega tecnicamente i contenuti della Legge in discussione.

IN BREVE

INCONTRO CON LA MINISTRA LORENZIN (SANITÀ)
Ho incontrato il ministro Beatrice Lorenzin insieme ai miei colleghi lombardi Ezio Casati e Elena Carnevali per presentarle un’interrogazione riguardante la situazione della Sanità Lombarda, dopo l’ulteriore recente scandalo. Le abbiamo anche chiesto di avviare un’indagine per verificare costi e procedure dei servizi privati all’interno degli ospedali e/o delle strutture pubbliche.

INCONTRO COL CAPO GABINETTO DEL MINISTRO DELRIO (INFRASTRUTTURE)
Ho incontrato Mauro Bonaretti (capo gabinetto Ministro Delrio) e Virginio Di Giambattista (direttore Ministero) per chiedere loro certezze sul completamento della linea Metropolitana Milanese 1 fino a Bettola (Cinisello Balsamo) in quanto il cantiere è fermo a seguito di extra-costi per 23 milioni e il fallimento della azienda che gestiva l’appalto. L’impegno del Ministero è di far approvare le nuove opere e il contributo aggiuntivo loro richiesto già nel mese di aprile. A breve quindi dovrebbero riprendere i lavori. Nell’incontro abbiamo fatto il punto anche sul finanziamento del prolungamento della linea Metropolitana 5 da Bignami a Monza-via Marsala e ci è stato confermato che anche questo investimento è in lista di priorità.

A BOLOGNA PER PRESENTARE LA LEGGE FUNERARIA
Il 2 aprile ho presentato al congresso Tanexpo di Bologna la legge che ho depositato alla Camera per fare ordine nel sistema dei servizi funerari e cimiteriali. Occorre migliorare il livello di quelle imprese funebri che sono poco attrezzate per offrire un servizio di qualità; occorre mettere in atto azioni per far emergere l’evasione fiscale e la corruzione; occorre dare certezze normative alle imprese del settore, che si trovano a operare con un regolamento nazionale del 1990 e diverse Leggi Regionali contraddittorie.

DELEGAZIONE DI CINISELLO BALSAMO IN VISITA ALLA CAMERA
Venerdì 8 aprile vengono a Roma... un bel po' di Cinisellesi, capitanati da Davide Viganò a visitare la Camera dei Deputati. È un onore per me presentare agli amici di Cinisello Balsamo la “casa degli italiani” a Roma.

VOTO FINALE RIFORMA COSTITUZIONALE
Il 12 aprile, voto finale alla Camera della Riforma della Costituzione, poi inizia la campagna referendaria. Sarà una grande occasione per discutere della carta fondamentale che ci unisce, facendo anche chiarezza che NON viene toccata la prima parte della Costituzione (quella che riguarda i diritti e i doveri) ma solo la parte che riguarda l’organizzazione dello Stato che, come ben sappiamo non è sempre efficiente, trasparente e responsabile. Tutti noi vogliamo uno Stato organizzato per dare certezze ai cittadini sulle responsabilità politiche e amministrative di chi ha un ruolo legislativo e di governo.

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