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Newsletter di Daniela Gasparini.

NEWSLETTER N. 14/2013

4 ottobre 2013

 

IL CORAGGIO, LA VERGOGNA
E LA SPERANZA

 

I fatti di queste ultime ore che hanno tenuto il Paese con il fiato sospeso mi hanno visto partecipare da vicino all'evento storico che ha, di fatto, determinato la fine del ventennio Berlusconiano. Desidero condividere con voi i miei pensieri e le mie speranze.
 

Il coraggio

Il paese si è trovato sull'orlo di una grave crisi politica e istituzionale ma fortunatamente Enrico Letta ha dimostrato di essere un leader coraggioso e generoso. Coraggioso nel mantenere una linea di pensiero coerente, generoso nell’anteporre l’interesse comune al proprio.
Come aveva dichiarato durante l’insediamento ha dimostrato nei fatti di non essere disposto a coprire il ruolo di presidente del Consiglio “a tutti i costi” e di fronte alle minacce di Berlusconi ha deciso di chiedere la fiducia al buio. In mancanza di una maggioranza Letta sarebbe stato costretto a farsi da parte aprendo lo scenario a un governo tecnico o a elezioni anticipate. In questa fase economica un periodo di governo vacante sarebbe stato un disastro per l'Italia.
Fortunatamente la fiducia a Letta è stata largamente confermata ed è probabile che il governo sarà in grado di lavorare con un passo più rapido per portare l’Italia verso acque meno agitate.
 
 

La vergogna

Il fatto più rilevante emerso dagli ultimi convulsi avvenimenti è che il sig. Berlusconi ha invece perso il controllo della situazione. Dovendo ripiegare, e nel tentativo disperato di mantenere la propria posizione di potere, ha dichiarato e smentito di tutto a distanza di poche ore se non di minuti. In questo modo non ha fatto altro che avvallare la sensazione che egli non stia perseguendo e, probabilmente non ha mai perseguito, gli interessi del Paese, ma solo quelli personali e di partito. Le strategie attuate da Berlusconi nelle ultime settimane hanno seguito esclusivamente delle scelte di vantaggio e non una linea di pensiero coerente che si richiede a chi è chiamato a rappresentare i propri elettori. Non dimentichiamo che il 28 settembre, su richiesta di Berlusconi, si sono dimessi in blocco tutti ministri del PDL ma dopo tre giorni, lo stesso Berlusconi annuncia in senato la fiducia allo stesso Governo.
Sono imbarazzata pensando a come questo scenario è stato descritto, in modo più o meno colorito, dalle testate giornalistiche estere e mi chiedo quale immagine del nostro Paese stiamo fornendo al mondo.
 
Ancora una volta la posizione del M5S mi è incomprensibile. Avrebbero dovuto rappresentare il rinnovamento degli schemi politici preesistenti ma di fatto si stanno muovendo nel solco del PDL che abbiamo sempre conosciuto: un leader (in questo caso anche cafone) che decide e dei rappresentanti politici che eseguono gli ordini come soldatini e quindi di fatto non rappresentano nessuno se non il pensiero di Grillo.
 
 

La speranza

Mi ero chiesta più volte come, di fronte ad un leader ormai confuso e incerto, nessuno all’interno del PDL facesse sentire una voce di contrarietà alle sue strumentali prese di posizione.
Quello che abbiamo sentito ieri in Senato non è stata una voce, ma un grido di rivolta di persone che hanno deciso di non accettare l’ennesimo diktat di un capo non più rappresentativo delle loro idee e non solo dei politici ma anche degli elettori.
Se confermata, la scelta fatta da senatori e parlamentari fuoriusciti dal PDL di creare una nuova forza politica legata al Partito Popolare Europeo e di sostenere il Governo, potrebbe essere una grande e positiva novità per il nostro Paese e la politica.
 
Con la personale speranza che quest’operazione si renda concreta, mi auguro che questa nuova forza politica possa mettere sul tavolo un programma serio, rispetto al quale si possa tornare a discutere di contenuti e di proposte da condividere e, soprattutto, garantire stabilità al Governo, perché è questo l'unico modo per riuscire ad affrontare i nodi che stanno bloccando lo sviluppo.
Spero quindi che questo nuovo scenario chiuda un triste ventennio in cui Berlusconi ha voluto dividere l’Italia in “berlusconiani” e “comunisti” più in un’ottica da tifoseria che non sui contenuti concreti. Il nostro Paese merita di avere partiti e rappresentanti con visioni politiche anche molto diverse, ma che tutti siano mossi da trasparenza, democrazia interna e programmi efficaci per il bene del Paese.
 
Auspico che ci sia una simile presa di coscienza anche nel M5S, solo la libertà personale di scelta e la pluralità delle idee sono rappresentative di chi ci ha votato, gli ordini di scuderia non rispecchiano la democrazia. Mi auguro che i rappresentanti del M5S possano essere più coraggiosi e più collaborativi, partecipare alla discussione politica con atteggiamenti ostili e di negazione a priori non aiuta nessuno e a lungo andare svuota di ogni senso la propria azione. La politica dovrebbe creare nuove opportunità ottimizzando quanto di buono già esiste; la negazione a priori non produce nulla se non incomprensione e odio.
 
 
Personalmente sono soddisfatta, come sapete in questi mesi mi sono personalmente occupata di molti argomenti tra cui, il più importante, la proposta di legge sulla Città Metropolitana. Il rischio di disperdere le energie profuse da tante persone in questi progetti mi aveva veramente angosciato.
Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, ma a oggi la mia convinzione è che la stabilità del Governo sia migliorata, anche se non si possono escludere ricadute.
 
Daniela


Ricordo a tutti che oggi, 4 ottobre, è il Patrono della nostra bella Italia!

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