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Newsletter di Daniela Gasparini.

NEWSLETTER N. 49/2016


22 novembre 2016

PER NON PENTIRCI IL GIORNO DOPO COME GLI AMERICANI E GLI INGLESI...

Questa lunghissima campagna referendaria sta per finire, il giorno 4 dicembre i cittadini diranno quello che vogliono per il proprio Paese. Il confronto è stato poco centrato sul contenuto del Referendum, capisco che non è materia facile e poi (ahimè e ahinoi) la Costituzione è poco conosciuta dagli italiani. Si sono sentite più spesso e fin troppo false speculazioni politiche e personali di molti politici di lungo corso. Oppure sinceri ma teorici richiami a radici ideologiche.
La mia tristezza è, che di fronte a tanta confusione, pochi voteranno un Sì o un NO ragionato con la testa. Molti altri non andranno a votare o, peggio, voteranno NO solo come un grido di riscatto dalle oggettive difficoltà che trovano nella vita quotidiana. Un grido legittimo ma fuori campo. È la moda del "vaffa..." come sintesi dei ragionamenti di pancia.
E peggio ancora è che tutto questo viene strumentalizzato da una accozzaglia di partiti. Un'armata brancaleone che è unita a dire NO, ma incapace di rappresentare una credibile alternativa di Governo. Che ci azzecca M5S con Lega Nord? O Sinistra Italiana con Fratelli d'Italia? E la confusione di Forza Italia, che prima condivide e scrive con il PD la riforma, la vota tre volte e poi dice NO? E poi ci sono coloro, come purtroppo Bersani e d'Alema, che con il NO intendono solo anticipare il congresso del Partito Democratico.

Il mio vuole essere un invito a ripensare ancora una volta ai pro e ai contro dei contenuti e dell'impatto diretto della riforma.
 
Il Paese sta sollevando la testa da 8 anni molto difficili per l'economia e il lavoro. E la sta sollevando lentamente perchè siamo ancora poco credibili agli occhi dell'Europa e del resto del Mondo a causa del grande debito pubblico accumulato negli anni in cui, senza vincoli e con un’elezione politica ogni 13 mesi, i governi promettevano più di quanto si poteva. In questi ultimi 3 anni stiamo rimontando. Con la legge di Bilancio dello Stato riusciamo finalmente a stabilizzare gli investimenti pubblici e cominciamo a ridurre le tasse. I mercati e l'Europa ci stanno ridando credito per le riforme messe in campo: jobs act, riforma della Pubblica Amministrazione, diversi interventi sulla scuola, sostegno al lavoro e alle imprese e, ultima e attesissima, la Riforma Costituzionale.
 
Votare NO vuole dire mettere di nuovo a rischio la credibilità dell'intero Paese perchè questa riforma costituzionale ha come obiettivo prioritario la semplificazione del modo di prendere decisioni nel nostro Paese, riducendo la frammentazione e la confusione di ruoli. Dire NO vuole dire tornare indietro, è come confermare che non si vuole cambiare e che l'instabilità, il consociativismo e il particolarismo sono i tratti caratteristici di questo Paese.
 
Ma voi investireste in un Paese dove le regole non sono mai chiare? Dove ogni 13 mesi (il tempo medio di un Governo in Italia) cambiano gli interlocutori? Quello che è successo nel 2012 e che potrebbe succedere ancora è che di fronte ad un Paese "ballerino", "litigioso" e "immobile" (così ci hanno descritti) il costo del denaro risale alle stelle aumentando il debito pubblico e il costo degli interessi da pagare e riducendo conseguentemente le risorse per investimenti e servizi nazionali. Chissenefrega? Beh, occhio, lo Stato non è Renzi, siamo noi 60 milioni di Cittadini.
 
In realtà la riforma aiuta a rafforzare e rendere più trasparente il governo democratico e quindi la credibilità del Paese. Per quanto mi riguarda la sintetizzo in pochi obiettivi:
  • Obiettivo 1: avere due Camere con compiti differenti. Una che rappresenta la nazione e l'altra che rappresenta i governi locali. La prima (Deputati) ha la responsabilità di far funzionare lo Stato ed è eletta dai cittadini, la seconda (nuovo Senato) di far funzionare Regioni e Enti Locali e per far questo deve essere composta da chi sta governando, guarda caso, le Regioni e gli Enti Locali (consiglieri regionali e sindaci). Questa scelta comporta anche la riduzione da 315 a 100 poltrone (e un criterio uguale per tutti d’indennità retributiva).
  • Obiettivo 2: superare la confusione di competenze e di ruoli tra Stato e Regioni che porta a sterili conflitti (276 contenziosi all'anno), a mancate risposte ai cittadini, alla frammentazione e a differenti opportunità tra cittadini di diverse regioni.
  • Obiettivo 3: aumentare le garanzie con l'innalzamento del quorum per l'elezione del Presidente della Repubblica (non potrà più essere eletto dalla sola maggioranza ma sarà necessario condividere la scelta con le minoranze).
  • Obiettivo 4: aumentare gli strumenti della partecipazione dei cittadini inserendo in Costituzione il referendum propositivo e l'obbligo di risposta per le leggi di iniziativa popolare.
Io mi auguro che in questi pochi giorni che ci separano dal voto prevalga l'orgoglio di essere italiani e - lasciando alle spalle giudizi sul Governo e su Renzi - ci si domandi "ma questa riforma può essere utile al nostro Paese?". Sono sicura che si può dire SÌ.
 
Con affetto,
Daniela

I MIEI VIDEO PER IL SÌ

Ho fatto e sto facendo molti confronti e assemblee sulle ragioni del SÌ e del NO per il Referendum Costituzionale. Da qui l'idea di rispondere in maniera semplice e telegrafica, con degli spot-video, in merito a domande frequenti che mi sono fatte dai cittadini, durante gli incontri o ai mercati di Cinisello Balsamo...
I video stanno uscendo su Facebook, uno al giorno. Qui sotto il link dei primi 10.

01 - Voti per far dispetto a Renzi?
02 - Pensi che votare sia inutile?
03 - Pensi che la Costituzione "non si tocca"?
04 - Pensi che l'articolo 70 non sia chiaro?
05 - Pensi che le regioni avranno meno potere?
06 - Sì, perché l'iter delle leggi sia più chiaro
07 - Pensi che gli articoli modificati siano troppi?
08 - Pensi che si rischi una dittatura?
09 - Ma la riforma è di Renzi o degli italiani?
10 - Ma una riforma può essere perfetta?

BILANCIO DELLO STATO: LE NOVITÀ

La Legge di Bilancio è alla Camera ed è prevista la votazione a partire dal giorno 24 novembre, in questi giorni la Commissione Bilancio è impegnata a verificare le migliaia di emendamenti presentati.
 
È un Bilancio che affronta molti nodi e problemi e che interviene per rilanciare la produzione e il lavoro. I punti più innovativi riguardano le pensioni, gli sgravi contributivi per chi assume giovani, tasse più basse per le imprese, agevolazioni fiscali per chi investe in ricerca e innovazione; produttività e welfare; lotta alla povertà; università e ricerca; diritto allo studio; lavoro autonomo. Su questi punti potete approfondire i contenuti con le presentazioni nei link che vi allego sotto ciascuna super-sintesi:
  • DIRITTO ALLO STUDIO: si favorisce l’accesso all’università degli studenti in condizioni economiche più deboli; si rafforza il diritto allo studio con 50 milioni in più alle Regioni; si finanziano con 15.000 euro l’anno 400 migliori studenti in condizioni economiche deboli.
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • IL NUOVO FISCO E IL SUPERAMENTO DI EQUITALIA: dal 30 giugno 2017 le società di riscossione del Gruppo Equitalia sono cancellate; si favorisce il contribuente con servizi che lo aiutano a pagare le tasse senza vessazioni.
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • FINANZIAMENTI A RICERCA E UNIVERSITÀ: un finanziamento aggiuntivo di 270 milioni per i migliori 180 dipartimenti universitari; diventano strutturali gli incentivi fiscali per il rientro di ricercatori e docenti dall’estero; viene dato un fondo di ricerca di 3.000 euro al 60% dei ricercatori e il 20% dei professori associati.
    Approfondisci con la scheda lettura
  • IRES, IRI, INDUSTRIA 4.0 E PACCHETTO “ATTRAZIONE”: Ires: riduzione del prelievo per imprese medio- grandi dal 27,5% al 24%; Iri: riduzione del prelievo fiscale sulle piccole imprese (dall'IRPEF fino al 43% all'IRI 24%); contabilità di cassa: semplificazione per le piccole imprese tassate in base agli incassi e spese e NON in base ai crediti, debiti, magazzino.
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • CONTRASTO ALLA POVERTÀ ASSOLUTA ED EDUCATIVA: incremento del Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale; con quanto stanziato nel 2016 più ASDI e Social Card, i finanziamenti per il 2017 saranno di 1 miliardo e nel 2018 di 1,5 miliardi; in parallelo il Fondo contro la povertà educativa in concorso con le fondazioni bancarie ed il forum terzo settore, ha aperto i primi bandi www.conibambini.org
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • PARTITE IVA: scende di 8 punti il cuneo contributivo per free-lance e nuove professioni. L'aliquota contributiva della gestione separata INPS dal 2017 scende al 27% (più lo 0,72% per prestazioni assistenziali).
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • EQUITÀ E FLESSIBILITÀ PENSIONI: a partire da chi ha 74 anni, riduzione delle imposte sulle persone fisiche per i redditi di pensione; aumento delle pensioni a importo basso; cumulo gratuito dei periodi contributivi; flessibilità in uscita APE
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • SGRAVI CONTRIBUTIVI ASSUNZIONE GIOVANI: decontribuzione per le aziende che assumono giovani dopo uno stage post-diploma o post-laurea. Sgravio di 3 anni del 100% fino a un massimo di 3.250 euro.
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • PRODUTTIVITÀ E WELFARE CONTRATTUALE: aumenta la detrazione del salario di produttività; promuove l'integrazione del welfare aziendale alle forme del welfare pubblico.
    Approfondisci con la scheda lettura.

NOVITÀ PER UN FISCO SEMPLICE

È stato approvato alla Camera il decreto fiscale, collegato alla legge di bilancio, che rende il rapporto tra fisco e cittadini semplice e collaborativo. Il provvedimento prevede l’abolizione di Equitalia con la possibilità di rottamare le cartelle esattoriali e abolisce gli "studi di settore".

Approfondisci con il Dossier

DIRIGENTI PUBBLICI

Sono stata Relatrice del decreto di attuazione della Legge di Riforma della Pubblica Amministrazione relativa ai dirigenti pubblici, un compito difficile ma anche entusiasmante perché sono più di 25 anni che si mira alla progressiva modernizzazione della dirigenza pubblica, per attuare i programmi nel merito delle questioni e liberi da ogni affiliazione politica.
 
Non c'è dubbio che molti passi in avanti sono stati fatti dagli anni 90 fino ad oggi, e la dirigenza pubblica già in questi anni ha acquisito una nuova diversa identità più rivolta all’efficacia e al merito che alla forma. Ma c'è ancora molto da fare. Oggi serve una classe dirigente pubblica capace di affrontare la rapidità dei cambiamenti, le sfide dell'Europa e le modifiche necessarie nell'organizzazione delle istituzioni per stare al passo con innovazione e tecnologie.
 
Il mio lavoro delle ultime settimane è stato quello di ascoltare i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei dirigenti, gli enti locali, Raffaele Cantone, attendere il parere del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata Stato, Regioni e Città e poi redigere un parere per migliorare e integrare l'atto del governo. Adesso il Consiglio dei Ministri dovrà, entro il 27 novembre, riscrivere il decreto tenendo conto in via prioritaria delle condizioni indicate dal parere e votate dalla commissione. 

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PERIFERIE DELLE CITTÀ

Con lettera della Presidente della Camera Laura Boldrini, sono stata chiamata a far parte della commissione di inchiesta "sul degrado delle città e delle loro periferie". Saremo 20 deputati e avremo tempo 1 anno per riportare alla Camera i risultati della nostra inchiesta e per presentare proposte per affrontare nuove e diverse realtà urbane. Sono contenta di rendermi utile su questo tema, avendo lavorato molto da ex-Sindaco per migliorare la qualità edilizia, urbana e sociale delle periferie della mia città. Ma so che il concetto di "periferie delle città" è radicalmente cambiato in questi ultimi anni. Se negli anni 70 erano i quartieri di case popolari costruite con materiali "poveri" e ai margini della città storica, oggi ci sono "periferie" anche nel cuore delle città storiche e il tema dell'accoglienza e dell'integrazione dei nuovi immigrati si coniuga con problemi di convivenza civile. Un tema sulle prime pagine in questi giorni anche a Milano.
 
Il 24 novembre c.m. si insedia la commissione, vi terrò aggiornati. Vi allego per ora il testo approvato dalla Camera con compiti e funzioni di questa Commissione d'inchiesta.

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