Newsletter di Daniela Gasparini.

NEWSLETTER N. 35/2015


27 luglio 2015

BUONE VACANZE A TUTTI!

A fine luglio fa bene ricaricarsi un po’, al mare o in montagna o magari anche a casa propria, basta che finisca il caldo torrido di queste ultime settimane… E magari sognare che finisca la litania della crisi e delle riforme, che la Grecia riparta, che il terrorismo sia affrontato meglio, che l’immigrazione sia controllabile, che la ripresa economica italiana sia meno timida… insomma, un po’ di fiducia e di speranza, ma sempre pronti ad affrontare tutto quello che ci sarà da fare!


 

“MISSION IMPOSSIBLE”? RIFORMARE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE? 

Burocratica, costosa, farraginosa, inefficiente, lenta… molti sono gli aggettivi con cui si bolla la Pubblica Amministrazione (P.A.), a volte senza distinguo. Perché molte realtà sono efficienti (soprattutto nei Comuni), altre sono oggettivamente borboniche, faraoniche e autoreferenziali. Quando ero Sindaco dicevo sempre che noi eletti siamo il CUSCINETTO tra burocrazia e cittadini. Qualche volta anche vittime… I cittadini si arrabbiano solo con i loro rappresentanti (gli eletti locali) ma non sanno che la Legge dal 2001 prevede la separazione tra i compiti dei dirigenti pubblici e quelli dei politici eletti. Ai primi spetta il compito di indirizzare e controllare, ai secondi di gestire. Dal 2001 i Sindaci, gli Assessori, i Presidenti di Provincia e Regione, gli Assessori Provinciali e Regionali NON firmano nessun atto, NON possono partecipare alle commissioni di concorso, NON possono partecipare alle commissioni per gli appalti.
 
Anche in Francia è così, per fare un esempio. Ma in Francia si è formata e rinnovata una classe di dirigenti pubblici consona alla responsabilità manageriale, etica, e sociale che la Legge ha dato loro. In Italia il rinnovamento è più veloce nella politica rispetto alla gestione: un politico è eletto per 5 anni, un dirigente pubblico (come i dipendenti) mantiene il proprio ruolo per 40 anni.
 
Per questo ritengo che sia essenziale l’art. 9 della riforma (di cui vedrete, si parla e si parlerà molto) perché ha lo scopo di rendere la P.A. meno burocratica, più trasparente, con chiare responsabilità e soprattutto di formare una classe dirigente pubblica con una prevalente cultura del merito e del risultato. Molti dirigenti pubblici lo desiderano. La cultura del “formalismo giuridico” incentrato sull’atto amministrativo non basta più.
 
Daniela 

LA RIFORMA P.A. PREVEDE TANTISSIMI CAMBIAMENTI

Il disegno di Legge P.A. contiene gli indirizzi del Governo da attuare con 17 decreti legislativi (alcuni sono pronti e verranno approvati già in autunno). Elenco telegraficamente i più importanti.
  • Una rivoluzione digitale nell'erogazione dei servizi. Un diritto dei cittadini diventa un dovere per le amministrazioni. Basta un click per richiedere e ricevere documenti. Accesso a qualunque servizio online con un solo PIN.
  • Silenzio assenso tra le amministrazioni e con i cittadini. Stop ai ritardi sulle richieste. Regole certe per avviare un'attività.
  • Trasparenza: la migliore politica contro la corruzione, a costo zero. Si sciolgono i nodi della burocrazia: risparmio, qualità dei servizi, controllo sociale contro il malaffare.
  • Riorganizzazione dell'Amministrazione dello Stato: politiche pubbliche più coordinate e valutazioni per decisioni più rapide. Eliminazione delle duplicazioni, forme più snelle di funzionamento. Gestione associata dei servizi delle Forze di Polizia. Accorpati PRA e Motorizzazioni (documento unico di circolazione e proprietà dei veicoli).
  • Riforma delle Camere di commercio: nuova mission e più efficienza. Più sostegno concreto alle imprese. Costi ridotti grazie ad una razionalizzazione della presenza sul territorio (riduzione da 105 a un massimo di 60 Camere in tutta Italia).
  • Enti di ricerca pubblici più efficienti ed europei: meno burocrazia per la ricerca, maggiore flessibilità nella gestione delle risorse, regole più semplici. Definizione del ruolo dei ricercatori nel rispetto della Carta Europea.
  • Maggiore flessibilità organizzativa per garantire una migliore conciliazione tra vita e lavoro. Incentivi per modelli organizzativi che favoriscano lavoro remoto, smart-working e co-working.
  • Riduzione del numero delle Società Partecipate: razionalizzazione del sistema delle partecipazioni pubbliche. Rafforzamento dei criteri pubblicistici nella gestione con tetto alle retribuzioni e trasparenza.
  • Organizzazione e gestione dei servizi pubblici: incentivi e premi a enti locali che scelgono di aggregare attività di gestione per favorire efficienza e risparmio. Tariffari che tengano conto di produttività per ridurre aggravio su cittadini e imprese. Maggiore trasparenza nei contratti di servizio. Strumenti di rilevazione e obbligo di standard di qualità nazionali.
Sembrano temi molto tecnici, ma vi incoraggio a leggere la scheda allegata perché questi cambiamenti riguardano la nostra vita quotidiana di cittadini e perché le Leggi si attuano se i cittadini lo vogliono e lo pretendono da chi sembra tergiversare.
 
P.S.: C’è veramente molta carne al fuoco… in Parlamento, a metà legislatura, abbiamo raggiunto il numero di votazioni in aula fatte nell’intera precedente legislatura… lavoriamo, lavoriamo, lavoriamo, giustamente!
 
Per approfondire:
- Dossier Camera sulla Riforma
Dossier PD sulla Riforma

PROMESSE DI RENZI?
PATTO CON GLI ITALIANI?

Cominciano a vedersi degli indicatori che ci fanno guardare al futuro del Paese con l’orgoglio di essere stati capaci di risollevarci, sia sul piano economico sia politico internazionale (www.passodopopasso.italia.it). Le scelte sono sempre discutibili ma i dati ISTAT e della Banca d’Italia stanno dando ragione al lavoro del Governo.
 
Che Matteo Renzi sia qualche volta fin troppo “fiorentino” è vero (a Milano diremmo “baüscia” e qualcuno già lo chiama Matteo-Silvio…) ma assicuro, vedendolo da vicino in molte sfumature caratteriali, che è determinato ma non folle: quando lancia una sfida ne ha ponderato la fattibilità. La sfida sulle tasse era stata lanciata fin dall’inizio del mandato di Governo. Allora era un obiettivo che poteva essere raggiunto solo dopo aver risollevato il Paese dal rischio default, adesso è una possibilità concreta.
 
La discussione si è aperta tra chi dice (e spera) che non ce la faremo, chi dice che dobbiamo cambiare la tempistica, chi dice cosa fare e non fare. Anch’io ho un mio pallino fisso: penso che, in questo pacchetto, vada restituita agli Enti Locali l’autonomia e la responsabilità delle entrate. Ad esempio, l’IMU viene incassata dai Comuni e versata per oltre la metà allo Stato. Questo deve finire se vogliamo rinsaldare il patto con i cittadini: le tasse che vengono riscosse a livello locale siano usate per i servizi locali, permettendo ai cittadini di valutare e controllare l’azione amministrativa locale. In tal senso, la LOCAL TAX dovrebbe essere la tassa che sostituisce IMU, IRPEF comunale e tutte le altre tasse locali; l’impegno è di approvarla con la Legge di stabilità a ottobre 2015. Con tutto questo comincia proprio un’altra storia…



Per approfondire:
Assemblea nazionale PD l’intervento in sintesi di Matteo Renzi

ABOLIZIONE VITALIZI PARLAMENTARI  

Quando in TV si vede un servizio su Consiglieri Regionali che percepiscono a 45 anni vitalizi di oltre 5.000 euro (che si aggiungono alla pensione che percepiranno o percepiscono) mi arrabbio come tutti i cittadini, perché lo considero sbagliato, punto e basta.
 
Mi arrabbio e mi dispiace anche che qualcuno possa pensare che anch’io possa avere questi privilegi di casta. Beh, ci tengo a dirlo, quando ero sindaco e poi assessore provinciale, neanche un euro è stato versato dai soldi pubblici per la mia pensione. E non avrò nulla a che fare neanche col vitalizio parlamentare di cui si parla, perché dal 2012 è stato abolito e sostituito dai contributi previdenziali.
 
Il tema dei vitalizi è da riordinare, anche per il passato, perché a fronte di sacrifici chiesti ai cittadini occorre che tutti diano il proprio contributo, cancellando privilegi incomprensibili. Per questo ho condiviso con Matteo Richetti la proposta di Legge che vi allego, che intende riformare tutto il sistema dei vitalizi, anche per le Regioni (alcune Regioni li hanno aboliti, altre resistono). 

Per approfondire:
Proposta di Legge

RIFORMA DELLA SCUOLA:
25 DOMANDE E 25 RISPOSTE

Il mal di testa collettivo della Scuola è ora alla prova dei fatti. Se la riforma sarà attuata bene, funzionerà bene. Per questo bisogna avviare la macchina e correre per iniziare l’anno scolastico assumendo subito gli insegnanti.
 
Nel frattempo molte tensioni sulla riforma della Scuola (quando gli animi si scaldano diventa difficile ascoltarsi) si stanno raffreddando, ma restano delle preoccupazioni. A mente fredda, allego alcune risposte a domande frequenti che mi sono fatta anch’io e sentita fare in queste settimane. Utile per gli addetti ai lavori e anche per i genitori che hanno figli a scuola. 

Per approfondire:
La buona scuola domande e risposte

INTERROGAZIONE ORCHESTRA VERDI 

Ho fatto un’interrogazione parlamentare a sostegno dell’Orchestra Verdi di Milano che ha subìto, a nostro avviso, un sopruso di burocrazia ministeriale. L’Orchestra Verdi di Milano è una delle più seguite d’Italia con un altissimo numero di spettatori. Pochi lo sanno, ma il direttore generale dell’Orchestra Verdi è Luigi Corbani che fu consigliere e capogruppo consiliare a Cinisello Balsamo dal 1975 al 1980. Conosco Corbani fin da quando iniziò la collaborazione con la nostra Filarmonica Paganelli di Cinisello Balsamo. 

Per approfondire:
Interrogazione parlamentare

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