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Bacheca MARZO 2022
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 MCF NAZIONALE
Carissim*,
abbiamo deciso di dedicare questo numero di bacheca al tema della pace. Tanti di noi stanno aiutando in vari modi le popolazioni in fuga dall’Ucraina. Così come abbiamo sempre cercato di fare nei confronti di tanti fuggitivi di questo nostro tempo.
Nel contempo questa guerra così vicina fa urlare più forte dentro di noi il desiderio di fare qualcosa perché la pace si diffonda e che questo bisogno di pace non si lasci assopire dal prossimo ritorno alla vita “normale”.
I conflitti nel mondo sono tanti e i popoli che soffrono si moltiplicano.
“Quando due elefanti litigano alla fine è l’erba a essere schiacciata” è un proverbio africano molto eloquente.
E ci si sente piccoli, come siamo. Ma non vuol dire che siamo impotenti. Le pratiche di condivisione, la fatica della mano tesa nei conflitti, la scelta di essere ponte in tante situazioni difficili sono alcuni degli strumenti che abbiamo e che aumentano la consapevolezza in noi e in chi ci circonda. Papa Francesco parla di Artigiani della pace. Un’arte faticosa, quotidiana, fedele, costosa.
Non molliamo! Lì dove viviamo teniamo alta l’attenzione sulla pace, facilitiamo incontri su questi temi, cerchiamo di smorzare i toni quando si sente che vengono alzate barriere.  Non dimentichiamo il grande dono della condivisione che abbiamo tra le mani e le buone pratiche potenti nell’aiutarci a liberarci dalle barriere che ci tengono lontani gli uni dagli altri.
Sicuramente ciascuno di noi sta cercando le strade per dare spazio alla pace, come la Comunità di Brugherio in cui chi può la sera, dopocena, si trova per un breve momento di preghiera.
Per facilitare lo scambio e la condivisione di quanto ogni comunità sta realizzando, abbiamo recentemente creato un gruppo tra i presidenti di comunità. Uno strumento di confronto ed arricchimento reciproco, per sentirci insieme, sapendo che il nostro desiderio di pace ha radici condivise e profonde. Un terreno comune su cui ciascuno  sta provando, in libertà e creatività, a generare risposte ed iniziative concrete di supporto, accoglienza e prossimità; rinforzando o attivando nuove reti di collaborazione.
Molte sono le iniziative a cui partecipare. Come Associazione nazionale abbiamo trovato particolarmente interessante  #abbraccioperlapace promossa dall’Alleanza Per un Nuovo Welfare e presentata recentemente  dal settimanale Vita. Una serie di testi da utilizzare per animare tavoli di pace e di dialogo fra cittadini dell’est di diverse nazionalità.  Possono essere interessanti anche per riflettere, per incontri di condivisione o per incontri che possiamo promuovere.
http://www.vita.it/it/article/2022/03/02/apriamo-tavoli-di-dialogo-in-ogni-citta-per-non-far-vincere-la-guerra/162021/
 
Il Comitato di Servizio di MCF
(Betta, Marco, Mario, Paolo, Fabio e Pietro)
SI PATTINA INSIEME A CASTELLAZZO:

L’INIZIO DI UN’ACCOGLIENZA.

Poter accogliere le persone in fuga dalla guerra in Ucraina è per noi un grande privilegio.

Al Castellazzo di Basiano in questo periodo ci siamo attivati per mettere a disposizione una ventina di posti per accoglienze, sia all’interno delle nostre case che negli spazi comuni della cascina.
 
Dal territorio è partito un efficace passaparola che in pochi giorni ci ha permesso di ricevere letti a castello, lenzuola e asciugamani a volontà ma, soprattutto disponibilità di tempo, che è certamente il dono più prezioso per la gestione organizzativa e burocratica di questa accoglienza. Abbiamo quindi accolto con piacere e gratitudine l’aiuto di chi si offre di accompagnare i nostri ospiti a fare tamponi, vaccini, documenti e quanto necessario alla loro permanenza qui in Italia. Grazie a questa mobilitazione presto verrà attivata in cascina anche una scuola di italiano.
 
In questi primi giorni in cui è scoppiata la primavera i bambini hanno giocato e pattinato insieme in cortile e hanno fatto amicizia superando ogni barriera linguistica e culturale con la gestualità.. ma anche con l’aiuto del traduttore di Google! Una sera alcuni dei nostri ragazzi hanno anche preparato la pizza per condividerla insieme ai loro coetanei ucraini in salone.
 
Il futuro purtroppo resta incerto, ma noi proviamo a vivere con fiducia il presente :)

Marina Lombardi (Comunità del Castellazzo)
VIAGGIO SOLIDALE

AL CONFINE UCRAINO
Ciao,
eccomi a scrivere di un viaggio assurdo...
Dall'inizio del conflitto ho condiviso con altre persone l'esigenza fisica di fare qualcosa con strumenti sensati per rispondere all'apogeo dell'aggressività, quale è la guerra.
Molte le riflessioni e molti gli sguardi, ma tutti concordi sul muoversi con cautela, riflessione e coordinamento.
Poi è arrivata la richiesta di aiuto da persone che stavano organizzando un convoglio per la frontiera di Siret, tra Romania e Ucraina: portare viveri, medicine, vestiti all'andata; trasportare persone in Italia, al ritorno.
 
Sapere di questa iniziativa ha toccato le coscienze di alcuni e il portafoglio di molti. Ci siamo sentiti incaricati dei piccoli e grandi contributi dei singoli, spesso inattesi.
Siamo partiti con tensione e incertezza di quanto avremmo trovato sulla strada e di cosa sarebbe accaduto a destinazione.
Il viaggio ci ha messi alla prova: 1780 km in 26 ore, 3 frontiere, 4 Paesi. Uno scopo semplice: consegnare materiale medico e chirurgico a persone che lo avrebbero portato all'ospedale ucraino di Khodoriv, in emergenza assoluta per mancanza di strumenti idonei a curare feriti di guerra; consegnare viveri e altro materiale destinato ai campi profughi rumeni.
Ci siamo riusciti.
Abbiamo assaggiato la realtà di frontiera di guerra a Siret: distese di volontari pronti ad assistere chi passa la frontiera alla spicciolata, dopo giorni di viaggio e ore di attesa alla dogana. Abbiamo ascoltato il silenzio commosso di chi riceve materiale tanto atteso dai colleghi in ospedale. Abbiamo sopportato l'impossibilità di poter fare di più e soppesato la limitatezza dei nostri sforzi.
 
I 1780 km di ritorno ci hanno dato il tempo di masticare l'esperienza e di fissare insegnamenti per possibili azioni future.
Sentiamo l'esigenza di condividere con le persone che ci hanno sostenuto e che hanno condiviso con noi in vari modi.
Grazie

Luca Bergamasco (Comunità La Corte)
L’ESPERIENZA DI TUTORE VOLONTARIO

IN SOSTEGNO A MINORI

NON ACCOMPAGNATI
Sono tutrice volontaria dal 2017, prima ancora che la Legge Zampa sui minori stranieri non accompagnati entrasse in vigore.  Ho iniziato a pensare a questa possibilità tramite il mio lavoro come operatrice legale per i minori stranieri non accompagnati, che mi ha portato a seguire da vicino le storie e i percorsi di tantissimi ragazzi stranieri, per lo più adolescenti provenienti da diverse aree geografiche: Pakistan, Mali, Costa d'Avorio, Marocco, Egitto, Afghanistan ...

Il volontariato ha da sempre rappresentato una parte importante nella mia vita e quello verso il ruolo del tutore di minori stranieri soli è stato un passo che è venuto naturale fare. E' un ruolo con le sue fatiche ma estremamente necessario per i minori stranieri che si trovano in Italia e che hanno bisogno di un adulto che li rappresenti e li aiuti nelle scelte importanti, per favorire il loro percorso di integrazione.

Invito tutti coloro che volessero saperne di più a visitare il sito del Garante Regionale: http://www.garanteinfanzia.regione.lombardia.it/
È stato da poco riaperto il bando e quindi chi fosse interessato può candidarsi per il ruolo di tutore volontario.

Tiziana Colasanti (comunità Le Vigne)
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I SABATI DELLA PAGNANA
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