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NEWS DAL LABORATORIO
DELLA CONDIVISIONE
La condivisione: una ricerca in compagnia!

Il Laboratorio della condivisione è un gruppo di persone di diverse regioni che hanno a cuore la condivisione e i gruppi che la praticano. Da alcuni anni organizza laboratori territoriali, nell’ambito del progetto “La condivisione: una ricerca in compagnia”, volti a far incontrare gruppi di diverse regioni in modo da coltivare le relazioni, dare la possibilità di un’autoformazione con l’approfondimento delle basi del metodo della condivisione, scambiare le buone pratiche sull’applicazione del metodo e riflettere sull’appartenenza al più grande progetto di MCF.
Questa è una delle perle che abbiamo raccolto nel percorso: “La condivisione la vedo come se ognuno avesse una candela accesa, quando ce ne sono altre oltre la mia, ci vedo meglio!”.
Nell’ultimo anno la pandemia non ha permesso di organizzare incontri in presenza, tuttavia la caparbietà del gruppo ha permesso di creare un incontro online con rappresentanti di gruppi appartenenti a regioni diverse.
L’incontro si è tenuto l’11 aprile 2021 con il tema “Condivisione 2”, hanno partecipato una ventina di persone appartenenti a tre gruppi della Lombardia (Brezza, Brianza e L’Albero) un gruppo del Veneto (4 Venti) e un gruppo della Sicilia.
L’incontro è durato circa due orette, in cui si è potuto fare una piacevole condivisione del senso della condivisione, della ricchezza che porta nella nostra quotidianità, di come ci trasforma nella relazione con gli altri. Molte delle persone presenti hanno apprezzato l’incontro e contenti di sapere che esiste un gruppo in MCF che ha a cuore il benessere dei gruppi di condivisione.
Abbiamo raccolto le perle condivise in quel momento, le quali poi verranno mandate ai partecipanti come ricordo e spunto di riflessione per altre condivisioni.
Alcune perle sono state particolarmente significative e ci sentiamo di volerle condividere a tutti.
Raccontare qualcosa di me è come donare un pezzo di me all’altra persona.
L’argomento è il pretesto, il prisma con il quale guardare la propria vita e condividere ciò che si vede, poiché gli altri hanno prismi diversi, questo mi permette di allargare il mio sguardo.
La condivisione riempie lo spazio che c’è fra una persona e l’altra, le avvicina invece di allontanarle.
Condivisione come momento intimo che ti fa un gran bene!


Per il Laboratorio della Condivisione
Chiara Michelotto, Antonino Spitalieri, Annibale Osti 
IL PROGETTO "FRA NOI"
Dopo la felice esperienza svolta nel biennio 2018-2019, dal primo luglio 2020 il Progetto FRA NOI, finanziato dal Ministero degli Interni sul FAMI (Fondo Asilo migrazione e integrazione), è nuovamente attivo con la sua seconda edizione in cui MCF sarà, ancora una volta, tra i soggetti coinvolti.
Cos’è concretamente il Progetto FRA NOI?
Un sistema di integrazione nelle comunità locali di persone titolari di protezione internazionale (asilo politico o protezione sussidiaria). Un insieme di strategie, opportunità e strumenti per sostenere le persone nei loro percorsi di autonomia e nella ricostruzione delle proprie capacità di progettazione e scelta.

Perché nasce il Progetto FRA NOI?
Perché il sistema di welfare non si dimostra ancora capace di offrire opportunità di inclusione ai migranti una volta conclusi i periodi di accoglienza nei diversi sistemi (Siproimi ora SAI, Casecc). Il rischio di povertà ed esclusione sociale per i migranti extra UE è esponenziale e con un impatto pesantissimo sulle comunità locali dove, peraltro, l’opinione pubblica si spezza in due tra coloro che difendono i diritti dei migranti e quanti, al contrario, li accusano di essere un peso per il welfare e di infoltire i gruppi criminali.

Questa nuova edizione è importante per implementare un sistema multidimensionale di intervento attraverso azioni specifiche e locali di inserimento socio culturale, lavorativo e abitativo e azioni nazionali e trasversali di sistema. Un sistema che può contare su una rete diffusa e capillare e sulla costruzione di accordi operativi con i servizi territoriali, il mondo aziendale e la società civile, perché FRA NOI non è solo il sostegno ai singoli percorsi di autonomia, ma un insieme di interventi che coinvolgono la COMUNITA’ponendola al centro dell’inclusione.
In questo senso la collaborazione tra il progetto FRA NOI e la rete delle famiglie accoglienti di MCF, già sperimentata nella prima edizione, assume una importanza ancor più strategica. Oltre ai percorsi di Accoglienza in famigliaed in comunità, anche nella formula del co-housing con famiglie tutor e di sostegno, FRA NOI e MCF lavoreranno  perché sia sempre più evidente che al di là dell'esigenza di fare azioni e arrivare ai risultati auspicati e concordati con il Ministero degli Interni,  progetti come il FRA NOI si allontanino il più possibile dalla logica della prestazione, per favorire la piena inclusione connettendo tutti (soggetti istituzionali, cittadini, organizzazioni, beneficiari e servizi ) nella comunità reale delle persone, attraverso la costruzione di relazioni di solidarietà, reciprocità e cura.

Il progetto cercherà di implementare fino alla metà del 2022, i percorsi di inserimento abitativo, lavorativo e socio culturale, con strategie specifiche per le accoglienze in famiglia e i percorsi di mobilità, di 450 persone titolari di protezione internazionale che abbiano portato a termine, da non oltre 18 mesi, percorsi di accoglienza presso progetti SPRAR/SIPROIMI, CAS  ed altri circuiti di accoglienza, quali, in particolare, i Corridoi Umanitari.
FRA NOI, attraverso la sua ampia e diffusa rete di partner e i collegamenti ulteriori con le Caritas diocesane, si muove su quasi tutto il territorio nazionale. 

Tutte le informazioni, contatti, documenti e video su:  www.franoi.org

 
DAI TERRITORI
DALLA COMUNITÀ DI FAMIGLIE ALLA COMUNITÀ EDUCANTE

Per chi vive in una delle comunità di famiglie di MCF è facile condividere momenti di convivialità con chi non si conosce, è scontato aprire la propria porta di casa a chi ha bisogno e condividere un pasto con una moltitudine di gente durante l’anno.
La cultura dell’accoglienza che si sperimenta ogni giorno nelle nostre realtà non è però patrimonio di tutti e forse ancor più in questo periodo, ci rendiamo conto di quanto sia invece una ricchezza per noi, per le nostre famiglie e per tutti coloro che incontriamo.

Alcuni di noi...ma noi chi? Noi comunitari, noi facenti parte dei gruppi di lavoro, noi dei gruppi di avvicinamento, noi dei gruppi di condivisione, dei nodi, del Capitolo e di Sichem, hanno scelto di educare ed istruire i propri figli fuori dal mondo della scuola statale, attraverso percorsi di educazione in natura, scuole parentali o progetti di educazione condivisa. Nella sperimentazione diretta di forme alternative di istruzione, che prevedono un ingaggio maggiore da parte degli adulti coinvolti (genitori, educatori, volontari, ecc.) e che si rifanno alle buone pratiche della nostra associazione (convivialità, condivisione, accoglienza, mutuo/auto aiuto tra famiglie), ci siamo accorte che mettiamo in campo strumenti concreti e validi per la realizzazione di comunità educanti, concetto quanto più attuale in molti progetti pedagogici ed educativi che stanno emergendo a gran voce su tutto il territorio nazionale.
Dopo aver scoperto le attività e i progetti reciproci, abbiamo sentito forte il desiderio di fare rete e soprattutto di sentirci parte, anche in questo percorso, della rete più ampia di MCF e di tutto ciò che ad essa gira intorno.
Ci siamo infatti chieste quante altre persone in Italia stanno sperimentando percorsi educativi così e allo stesso tempo condividono i valori dell’Associazione di cui facciamo parte?
Ci piacerebbe incontrarvi e conoscere le vostre realtà per avviare un tavolo di confronto e mettere a sistema buone prassi, sviluppando possibili sinergie anche tra territori diversi. Immaginiamo un tavolo snello ed operativo, capace di essere fonte di soluzioni condivise e volano di idee.
Ci piacerebbe capire chi siamo per costruire insieme un possibile percorso comune di crescita reciproca tra adulti che condividono gli stessi valori di base e i pilastri di MCF, quelle buone prassi che viviamo ogni giorno nelle nostre realtà e nei nostri lavori e che siamo in grado di rimettere in campo nell’educazione dei nostri figli.

Chiediamo aiuto alla segreteria per farsi promotrice del nostro appello a tutto il mondo MCF e lasciamo i nostri contatti per chi volesse trovarsi con noi a dar vita a questo tavolo sull’istruzione ed educazione parentale.

Tiziana (comunità Le Vigne di Brunate – CO) tiziana.colasanti@gmail.com 347.7118675
Da novembre 2019 con nostra figlia stiamo sperimentando l’istruzione parentale supportati da realtà parentali, da settembre 2020 abbiamo dato vita ad un progetto educativo in un locale della comunità destinato ad una pluriclasse per i 5 anni della primaria (www.coeduco.org).

Ghislaine (comunità di Bergamo) 329.1666887 ghisga@gmail.com
Da settembre 2017 abbiamo avviato un progetto di educazione in natura per bambini dai 2 ai 6 anni e per le loro famiglie. Il progetto segue il calendario scolastico e prevede una presenza quotidiana di due accompagnatori dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 15.30.        (http://cometettoilcielo.it/)

Valeria (Comunità di Nembro – BG) valeriabergamelli@gmail.com 347.3343983 Associazione Terra Buona di Nembro. Accompagna i bambini nei loro percorsi di apprendimento all'interno del progetto parentale di educazione in natura (3-6 anni).

Pachamama, nato nel 2019 a Olera (BG) dall'Aps Shape. Luisa (Castello Cabiaglio – VA) 340.2613264 La Cooperativa il Bosco Verde realizza i suoi servizi di Asilo Nido, Sezione Primavera e Scuola dell'infanzia in alcuni locali della comunità. Nel 2018 con alcune colleghe educatrici nasce il progetto di educazione in natura della Casa del Bosco, progetto parentale che trova i suoi spazi nei boschi di Cabiaglio e presso la Casa di una socia della cooperativa. Nel 2019 parte un nuovo progetto, La Tana Piripù che trova spazio presso la Comunità del Bostano, a Laveno Mombello (VA), i progetti sono rivolti a bambini dai 3 ai 6 anni e alle loro famiglie che costituiscono con le educatrici la comunità educante
IL DOPOSCUOLA  A FERMATA SAN LEONARDO

Lo scoppio della pandemia ha segnato un prima ed un dopo nella nostra società. Lo ha segnato per tutti, ma per i ragazzi in particolare. In un periodo come quello della scuola secondaria di primo grado in cui, normalmente, la maggior parte dei ragazzi riesce a gestire le criticità grazie ai legami con gli amici, al supporto di un allenatore, di un educatore o di un insegnante.

Grazie al progetto Cortili Aperti finanziato da Fondazione di Comunità Milano, l’APS Fermata San Leonardo ha organizzato uno spazio di sostegno scolastico per ragazzi segnalati dai Servizi Sociali e dalle scuole del territorio.
Un servizio nato come un affiancamento da remoto con un rapporto 1:1 nel momento in cui per le classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado era impossibile la frequenza e continuato in presenza a piccoli gruppi non appena è stato possibile. Ciò ha permesso a questi ragazzi di poter passare delle ore in un Cortile sicuro, con norme anti-Covid rispettate, in un luogo sia virtuale che reale accogliente, ma anche Aperto grazie alla presenza di un educatore che ha facilitato la relazione.

Nonostante la distanza, durante il periodo da remoto il lavoro svolto con i ragazzi da casa ha funzionato bene, sia dal punto di vista didattico sia dal punto di vista relazionale e di socializzazione, sono nate ottime relazioni educative con i ragazzi e questo ha reso possibile, in alcuni casi, anche un dialogo con le famiglie in difficoltà, avvalorando ulteriormente il servizio svolto.
Quando è stato possibile ritrovarsi nel Cortile, a piccoli gruppi, c’è stato un momento di svolta, dove i ragazzi per la prima volta si sono incontrati e ognuno si è arricchito a modo suo della presenza reale dell’altro.


La comunità Fermata San Leonardo
 
UN MESE...UNA COMUNITA'
Tanti auguri alla comunità
di Bruzzano che compie 20 anni!

20 anni fa nasceva il sogno di un condominio solidale.
R-esistere è un atto pacifico che richiede pazienza.
Porta a tornare sui propri passi con desiderio di provare nuove vie e, laddove possibile, migliorarsi.
Non per sempre, ma per il qui-e-ora che ci è donato di vivere.
Un qui-e-ora sempre diverso perché si specchia nei volti e nelle storie di ciascuno, in cui ritrovarci felici con il poco che basta, coi vicini, con chi desidera miglior sorte.
GLI APPUNTAMENTI
TORNANO I SABATI DELLA PAGNANA
MA DI GIOVEDI!
UN INVITO SUPER INTERESSANTE!
RIVE e Rete Italiana Cohousing e Abitare Collaborativo, invitano anche quest'anno le comunità a realizzare iniziative ed eventi nel filone delle Giornate Europee dell'Abitare Collaborativo!

Nata in Olanda nel 2009 come "Giornata delle Comunità Intenzionali", l'iniziativa si estende a livello europeo a partire dal 2013 grazie all'associazione francese Habitat Partecipatif, e si trasforma in un insieme di eventi che le realtà partecipanti organizzano nel corso del mese di Maggio, aprendo le porte della propria esperienza a tutti i curiosi e i simpatizzanti di uno stile di vita comunitario e non solo.

Per "abitare collaborativo" infatti non si intende solo la coabitazione, ma una condivisione più ampia delle relazioni, delle decisioni, degli spazi, delle risorse e del tempo libero all'insegna di uno stare insieme più ecologico, solidale e partecipato.

L'occasione dà l'opportunità:
  • agli interessati di visitare o conoscere delle esperienze di vita collaborativa;
  • alle comunità di valorizzare il proprio operato facendo rete, contribuendo così allo sviluppo globale dell'abitare partecipativo;
  • ai gruppi in formazione di trovare nuovi aderenti al proprio progetto;
  • a tutti di sperimentare che "vivere altrimenti" è possibile.
Coglieremo quest'occasione per accostarci alle comunità italiane con uno sguardo nuovo, grazie anche ad eventi diversi, alcuni in presenza, altri on-line, altri ancora attraverso video di presentazione. Enfatizziamo anche il desiderio che le comunità italiane hanno di essere riconosciute a livello legale, come testimonia la proposta di legge redatta da Rive e Rete Italiana Cohousing per il riconoscimento giuridico delle Comunità Intenzionali, la cui raccolta firme è già attiva qui: https://buonacausa.org/cause/comunitaintenzionali. Essa vuole ottenere la valorizzazione delle piene potenzialità che queste forme di aggregazione potrebbero esprimere, favorendo inoltre l'utilizzo di beni comuni abbandonati.

Da Acmos, associazione di Torino, arriva infine per le comunità l'invito a "metterci la faccia", a realizzare un piccolo e semplice video di pochi secondi in cui mostrare i volti dei singoli abitanti di ciascuna che sostengono la Legge". Il montaggio lo faranno poi quelli della stessa Acmos e metteranno il video finale su questa pagina e sui propri canali social. Per come registrare il proprio video attendiamo qui a breve maggiori indicazioni. Resta intanto disponibile per informazioni Giulia Toffanin.
Tutte le realtà comunitarie (cohousing, ecovillaggi, comuni, cooperative, coabitazioni solidali, ecc.) che vogliono aderire sono le benvenute! 

Per chi organizza e per chi è interessato ecco la pagina web con tutte le informazioni: http://porteaperte.ecovillaggi.it (qui a breve una mappa con gli eventi, info per i video, grafica comune e personalizzabile per le iniziative delle comunità).
Invitiamo ad organizzare le iniziative dal 15 maggio al 9 giugno. 

Buoni giorni di comunità a tutte/i
Andrea Stagliano (RIVE) e Chiara Casotti (Rete Italiana Cohousing e Abitare Collaborativo)
Visita il sito completo www.comunitaefamiglia.org
Per le pubblicazioni sulla Bacheca scrivere a: bachecamcf@comunitaefamiglia.org


mcf segreteria, piazza Villapizzone 3 Milano
 Tel./fax: 02 3925391
mcfsegreteria@comunitaefamiglia.org
 

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